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18 set 2013

- Cala il sipario -



Venerdi’ abbiamo fatto calare il sipario su un pezzo importante della nostra vita.
E lo abbiamo fatto in grande stile.
Forse non un grande stile assoluto ma il nostro grande stile, che probabilmente e’ anche piu’ importante.
Abbiamo iniziato con una lite in grande stile, come alcune di quelle che abbiamo vissuto in questi anni. Quelle che rafforzano un rapporto. Quelle che scoppiano perche’ ci teniamo troppo. Quelle che oggi sono incazzato nero ma domani amici piu’ di prima. ‘Hai ragione, ho sbagliato’ ‘Ma figurati, sono io che ho esagerato’…
Abbiamo continuato con una cena in grande stile, come sempre accade dalla ‘Sura.
Ci siamo poi spostati nel luogo del delitto. Nel luogo che e’ il pretesto della festa: la nostra casa che dal 30 settembre abbandoneremo e che iniziera’ ad essere vissuta da altri ragazzi che con tutte le probabilita’ vivranno le nostre stesse storie, con l’unica differenza che non saremo noi.
E abbiamo dato vita ad un house-party in grande stile. Presenti le facce che hanno caratterizzato questi anni. Con qualche assenza giustificata e qualcuna un po’ meno, ma comunque un’ottima rappresentanza.
Abbiamo chiacchierato  bevuto, mangiato ancora, dipinto, cantato a squarcia gola, fumato, riso… ripercorso con le parole e con la mente questi anni di vita insieme. Anni spensierati ma non troppo, anni di occasioni cavalcate ma anche perdute. Anni in cui ci siamo spronati a dare il nostro meglio ma nei quali ogni tanto e’ emerso anche il nostro peggio. Anni belli e comunque indimenticabili.
Il sipario e’ calato (in grande stile) su un pezzo importante della nostra vita, delle nostre storie che in questi anni si sono incrociate e contaminate. Chissa’ cosa rimarra’ di noi nella prossima rappresentazione. Chissa’ se saremo ancora noi o se saremo un po’ piu’ soli.
Ciao Lusardi. This one is for you.


12 set 2011

- Milano. Giorno 1 -



Parco Sempione. Area gioco bimbi.
'Ciao, tu sei la mamma di quel bimbo che va a scuola col mio, vero?'
'Si, si chiama Tommaso'
'Ah, bhè. Domani si inizia'
'Sì, siamo pronti. Penso'
'Anche noi. Quest'anno sarà meglio. Le nuove maestre sono bravissime. Seguiranno un programma di didattica migliore dello scorso anno. Hanno creato l'angolo della matematica, cose così'
'L'angolo della matematica? Non ne sapevo nulla'
'Si, si. Sai il prossimo anno il mio va alle elementari e deve essere pronto'
'Si, forse qualcosina deve già sapere'
'Tu sai dove lo manderai?
'Veramente Tommaso non ha nemmeno quattro anni. Per ora non so'
'Io ho visto la scuola francese ma è difficilissimo entrarci. Sai io sono francofona. Se no ci sono la Leone X, le Marcelline o la st. James'
'Della pubblica non se ne parla immagino'
'Stai scherzando?'
'Dicevo così, per dire...'

All'uscita del Parco.
'Oi ciao cara!'
'Ciao, come state? Rientrati?'
'Si. Bene, bene. Oggi siamo di fretta. Ci vediamo domani dopo la scuola?'
'Sì, penso ci saremo'
'Ti chiamo quando arrivo. Alle 4 devo vedere il nuovo asilo sopra alla Coop. Ne hai sentito parlare?'
'Veramente no. Ma poi io Viola l'ho già iscritta'
'Guarda ti dico domani. Questo ha uno spazio realizzato seguendo la bio-architettura. E' bilingue e fanno arte-terapia'
'Bilingue? In inglese? Ma poi tu alla materna non la manderai alla francese con il fratello?'
'Si ma tanto bilingue cosa vuoi che significhi? Le insegneranno a dire one, two three e horse'
'Ah, capito. Allora a domani'
'E poi mio marito va a vedere il corso di judo per i ragazzi. Domani ti dico anche di quello'
'Sì certo. Il judo..'

Al semaforo. Attraversando la strada.
'Ciao Francesca'
'Oh ciao, scusa ero distratta'
'Ma figurati. Come stai?'
'Noi bene. E tu? Le bimbe?'
'Bene, sono a casa con la tata. E i tuoi? Fammeli vedere. Oh come sono cresciuti!'
'Si, davvero'
'Allora ci sarete di nuovo al corso di musica?'
'Mmmh non credo. Tommaso si annoiava a morte le ultime volte'
'Ah ma io ci porto la piccola. La grande adesso la spingo verso uno strumento. Sai il metodo Yamaha?'
'Yamaha..forse avevo letto qualcosa. Ora non ricordo'
'Uh se hai bisogno chiedimi, ti spiego tutto'
'Grazie, ci sentiamo'
'Certo. Ricordati Yamaha.
'Si, Yamaha'

La sera. A letto.
'Bu?'
'Si'
'Ma tu quando dici di andarcene da Milano, sei serio o è così solo per dire?'




17 mag 2011

- Miracolo a Milano -



Il voto di ieri mi ha sorpreso…


Domenica volevo scrivere un post alla Moretti… Non vinciamo mai… Perché dovremmo vincere questa volta? A Milano… Con Pisapia…


Stamattina ho avuto un breve scambio di e-mail con alcuni amici… loro dicevano che ha vinto il meno peggio… che Pisapia non era il candidato ideale… che ha vinto per demerito della Moratti e non per merito suo…

Questa corrispondenza, insieme al risultato del voto di ieri,  scaturisce in me due riflessioni: sul ruolo di sindaco e su quello delle primarie.


Se la Moratti fosse stato un buon sindaco non avrebbe permesso a Berlusconi di personalizzare (e “nazionalizzare”) lo scontro (che purtroppo non è quasi mai DIALOGO) per rinnovare il proprio mandato…


Se la Moratti fosse stato un buon sindaco non avrebbe chiuso il confronto televisivo con il proprio avversario accusandolo di furto (dedicando a tale accusa un minuto dei due a disposizione per rispondere alla domanda che cosa farà nei primi 100 giorni a palazzo marino in caso di conferma)…


Se la Moratti fosse stato un buon sindaco avrebbe parlato di cosa ha fatto di buono in questi 5 anni… perché no? Avrebbe potuto parlare di cosa avrebbe potuto fare meglio… e soprattutto avrebbe potuto parlare di cosa avrebbe fatto, forte dell’esperienza cumulata, per i prossimi 5 anni…


Per me un buon sindaco non è un sindaco perfetto, non è un sindaco con la bacchetta magica, non è un sindaco che non fa errori… Per me un buon sindaco ha il DOVERE (difficilissimo!) di farmi appartenere la città… di farla sentire mia… E la Moratti questo non l’ha fatto…


Da questo emerge che qualche demerito la Moratti sicuramente l’ha avuto… eppure…
Eppure e’ sbagliato dire che Pisapia non abbia giocato un ruolo in quanto e’ accaduto…


Pisapia e’ stato scelto con le primarie… e per me il risultato di ieri e’ una dimostrazione che nessuno meglio dei cittadini sa intuire il vento che tira…


Personalmente credo che se non ci fossero state le primarie… e il candidato del centro sinistra fosse stato Boeri il risultato non sarebbe stato lo stesso…


Dunque… bravo Pisapia ma soprattutto bravi i cittadini che lo hanno scelto attraverso le primarie… e, per una volta, bravo al PD che con le primarie fa scegliere agli elettori il proprio candidato invece che farlo scendere da un palazzo…

13 mag 2011

- Rocking Milano -


Vi presento Viola, brillante collega nonché fine giurisprudente italiana e francese, impegnata in primissima persona da ormai svariati mesi nella campagna elettorale a favore di Giuliano Pisapia.

Si tratta di una voce giovane, dinamica e illuminata, milanese doc, che sono sicuro sarà più che benvenuta (e, perché no, nello stile del nostro blog, criticata) su Kritica.

ça va sans dire, Viola sarà disponibile a interloquire con eventuali "interventisti".

(Megas )


*****

« Hey, ma lo sai che la lista civica Milano al Centro é finanziata da Dall’Utri ? »
Drrriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnnnnnnnn………………..

Mancano 4 giorni, solo 4 giorni ! Ci siamo, non ci posso credere, il weekend del 15 maggio é arrivato, dopo sei mesi trascorsi a girare sul territorio, a parlare con la gente, a scontrarmi col muro di gomma del cittadino « distante dalla politica » ; concetto inspiegabile, illogico, a guardare all’etimologia stessa del termine « politica ».

Cosa hanno fatto dell’Italia, dei Milanesi, della mia Milano!! Incredibile, oramai si é talmente nauseati che, se si fa ancora lo sforzo di andare a votare, si considera che tale sforzo sia sufficiente di li a 5 anni, e si delega la gestione di casa propria a terzi ignoti e imbellettati, senza accorgersi che le loro scelte determinano il nostro quotidiano.

Non conoscevo Milano. Non ne conoscevo la sua reale estensione. Che poi, Milano é piccola. E’ fatta di tanti splendidi angoli romantici, talvolta detupati da un’architettura bizzarra, ma pur sempre dolci al mio sguardo. Le appartengo. Me ne sono andata 6 anni, ma sono tornata perché le voglio bene, e la credo migliore di quello che mi fanno vedere, di quello che mi raccontano.

Sono stufa dell’informazione che mi circonda, tutta! Il mondo é sufficientemente evoluto da fornici metri di paragone utili per giudicare l’operato dei nostri governanti, con la nostra testa. E onestamente, sono proprio scarsi, i governanti degli ultimi 5 anni!
Quello che si poteva fare, ma non é stato fatto, é sotto gli occhi di tutti, raccontato in lungo e in largo, e non intendo tediarvi anch’io. Potete istruirvi da soli, con un semplice click .

Ciò che non vi raccontano, é l’esperienza di migliaia di cittadini che, nella città più frettolosa e produttiva d’Italia, hanno dedicato i loro momenti liberi, le notti e le domeniche, ai loro concittadini. Gente che sistemava campetti sportivi nei parchi, che piantava fiori nelle aiuole e prendeva l’impegno di annaffiarli per i prossimi 5 anni, gente che faceva danzare gli anziani nei circoli e piantava ciliegi negli asili, gente che si trovava nelle periferie per contrastare l’ondata mafiosa, gente che si trovava in centro per far cultura….gente che tra mezzanotte e le due del mattino puliva piazza Duca d’Aosta, perché in cambio ha avuto il piacere di vedere 20mila persone raccolte intorno ad un palco dal quale si liberava musica. Volontari. Cittadini.

Questa gente si é impegnata nella campagna, ma rappresenta ognuno di noi. Sono le persone che partecipano ad associazioni nei campi più disparati, dallo sport all’assistenza sanitaria, al teatro, al trasporto pubblico notturno delle donne e di chi magari ha esagerato. Sono i rappresentanti delle best practices sviluppate dai milanesi, orgogliosi di rendere più attiva e più bella la loro città.

Giuliano Pisapia alcuni li conosceva, altri li ha conosciuti, di altri magari sa solo che partecipano. Giuliano Pisapia ha deciso di dar loro spazio, voce, fiducia, sostegno. Di centrare lo sviluppo di Milano sull’azione cittadina, seguendo le esigenze indicate degli stessi milanesi, garantendo trasparenza e controllo sull’operato amministrativo (l’opposto dell’esperienza EXPO di questi due anni, per intenderci).
Giuliano Pisapia ha fatto tacere i partiti di sinistra, li ha messi in riga e li ha riportati tra la gente, risvegliandoli dai loro circoli, dove stavano chiusi a far voli pindarici.
Giuliano Pisapia ha studiato per 8 mesi (solo perché non ha avuto più tempo) le criticità della città. Ha ascoltato migliaia e migliaia di voci, ha costruito un programma con loro.
Giuliano Pisapia ha potuto realizzare tutto questo perché è una persona, gentile certo, ma soprattutto competente, che conosce il diritto e le regole alla base della convivenza sociale. Dote necessaria, eppure rara nell’odierna covernance meneghina.
Giuliano Pisapia sa che Milano é una città fortissima, e che deve solo difenderla dagli attacchi di che vorrebbe appropriarsi della sua ricchezza.
Giuliano Pisapia é la persona che può traghettare Milano ad un nuovo momento di splendore. Letizia Moratti è la persona che può farci sprofondare nel baratro del malaffare, per pura e semplice incompetenza, poverina.
In entrambe i casi, Amico e Concittadino, il 15 e 16 maggio ti dirigi verso un cambiamento.


Ti chiedo solo un favore.
Vota responsabilmente.
(Viola)

- Milano a colori -




Qualcuno lo ha definito il ‘terzo uomo’ ma lui, Manfredi Palmeri, candidato sindaco per il Nuovo Polo per Milano, è perfettamente consapevole di rappresentare quell’elemento di rottura di un bipolarismo che, nella politica italiana, non si è dimostrato così vincente.  Con lui tanti e giovani candidati motivati, tra loro abbiamo scelto di presentare, per la sua grinta e determinazione, Anastasia Palli, candidata Presidente per la Zona 1, Milano centro, che si presenta con un programma dinamico, ‘alternativo’, concreto, dalla parte di chi ha voglia di migliorare e veder crescere la nostra città. Una città che meriterebbe di essere più europea ed è per questo che la sua proposta mira a potenziare le iniziative culturali, sociali e di tutela ambientale.
Idee e progetti in perfetta sintonia con il programma del Nuovo Polo per Milano che, in dieci punti precisi, punta alla concretezza e alla realizzazione delle principali necessità della gente. Un programma vero, lontano dagli estremismi e dalle polemiche di fazione come anche da proposte stantie e sempre più uguali a se stesse. Milano deve puntare sulla sicurezza perché sia più vivibile, deve essere informatizzata per facilitare il lavoro delle migliaia di cittadini che ogni giorno vivono e operano in città, deve fornire i mezzi necessari per tutelare il patrimonio artistico e culturale e renderlo fruibile perché una grande città europea sa puntare sulle sue eccellenze. Ed è per questo che Milano deve investire sull’istruzione, sullo sport, sulla gestione delle sue principali strutture utilizzando al meglio le risorse pubbliche che diano la possibilità a chi è realmente motivato di raggiungere i più alti risultati. Solo con persone realmente preparate e motivate si diventa competitivi.
Nel programma di Anastasia poche parole ma tante immagini che raccontano di una Milano grigia, spesso abbandonata a se stessa, alle prese con eterni cantieri e dilaniata proprio nei suo angoli più belli e caratteristici. Armata di macchina fotografica e piantina del centro, ha cercato quel cuore ‘ferito ‘ di Milano che è diventato il suo libro-programma. Nei numerosi scatti tutta l’incuria alla quale è stato abbandonato il centro della città: dalla Darsena agli spazi della ex Scuola di Circo di via Montello, agli eterni cantieri antistanti il Teatro Smeraldo, allo stato di abbandono totale in cui versa il glorioso Teatro Lirico, senza dimenticare le panchine divelte, le strade piene di buche, gli scivoli, mai realizzati, per disabili, che accrescono le loro difficoltà, al verde pubblico che diventa ogni giorno un bene sempre più raro.
Negli anni si è battuta, quasi inascoltata (poiché non gradita a un sistema piatto e convenzionale), perché i suoi progetti provassero a diventare realtà. Il suo obiettivo è dare spazio a una dimensione più umana della città in cui è facile incontrasi e riconoscersi. E per questo che l’obiettivo di Anastasia Palli è la richiesta delle deleghe ai Consigli di Zona, necessarie per realizzare i progetti utili al territorio sul quale si opera, fondamentali per offrire garanzie agli abitanti che chiedono partecipazione attiva nelle decisioni dei Consigli e bisogno di ascolto, utili per lavorare in sintonia con gli organismi centrali del Comune.

Un miracolo? Un sogno? Forse no, se ognuno si impegna a recitare la sua parte e se qualche cittadino, come Anastasia Palli, si fa portavoce dei problemi quotidiani della gente all’interno delle istituzioni che dovrebbero essere più vicine alle loro esigenze, cioè i Consigli di Zona.
La sua idea di politica è quella dell’andare ‘porta a porta’ per conoscere le reali esigenze dei cittadini e non fatta ‘spiando’ la città dai vetri oscurati delle auto blu dove tutto è perfetto perché irreale.
Vorrei che Milano tornasse a essere bella, vivibile e accessibile a tutti. Vorrei che i bambini che incontro all’uscita di scuola possano attraversare strade sicure e curate, vorrei che perfino il passante più distratto possa essere attratto, anche se solo per un attimo, da quell’angolo di città che lo circonda, vorrei che mia nonna e tutti gli anziani possano vivere in una Milano che sappia rispettare la loro storia e la loro vita, mi piacerebbe che i nostri amici animali avessero gli spazi necessari e l’affetto che meritano. Vorrei una Milano in cui chi ci vive possa amarla ed essere da lei riamato”.