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10 set 2013

- Fai qualcosa della tua vita -



Una festa di compleanno in riva al Po.
Una amica di vecchia data.
Una frase detta di sfuggita, forse per caso, forse no.
Da lei a me.
Sbabam!
Non ci si vede da molto ma e’ un’istantea fedele del mio presente stato d’animo.
Principe del non detto, Re dello sguardo sfuggente quando la discussione si fa troppo personale.
Sto veramente facendo qualcosa della mia vita?
Oppure mi sto autoconvincendo che bollire lentamentamente in questo brodino insipido non sia poi cosi’ male?
Nella testa idee e buoni propositi ma solo una parte di queste si trasformano in cose, fatti e momenti vissuti.
Nella testa ho chiaro quello che mi manca e che andrebbe detto e fatto. La differenza tra vivere e sopravvivere.
Ma nei fatti preferisco distogliere lo sguardo.
Alle parole che so andrebbero dette preferisco il silenzio, che a volte dice piu’ di mille parole ma volte e' solo silenzio.

Una festa di compleanno sull’argine del Po.
Una amica di vecchia data.
Una frase detta di sfuggita, che sarebbe bello non resti solo una frase.
Fai qualcosa della tua vita!


15 mag 2013

- La parte americana della famiglia -




Sono passati dieci anni dall’ultima volta che ci siamo visti. Pressoche’ nulli i contatti e-mail. Assolutamente nullo qualsiasi altro tipo di comunicazione, anche se la tecnologia lo consentirebbe. Ma siamo fatti cosi’.

Piu’ di un anno fa la notifica: “We are going to be in Tuscany in May 2013. Don’t make plans for that week because you will have to come to visit us.” Make plans? Con un anno di anticipo? Qui si vive alla giornata! Comunque date scolpite nel calendario.
May 2013 e’ arrivato ed eccoci qui. Dieci anni dopo.

“You used to pray before starting the meal. Don’t you do that anymore?” “Naaa. Things have changed”
“What places do you want to visit next?” “India attracts me a lot and I still didn’t have the chance to visit it. I also have in mind to take a longer break sooner or later and make a trip around the World” “Make sure you do that before you have a family”

The family! I bimbi da uno sono diventati quattro. E finalmente viene piu’ facile associare ad un nome una faccia, ed anche una personalita’.

Quello che ci sorprende e’ la loro educazione. Loro non vanno a scuola ma studiano a casa con i genitori [“Schools are stressing too much competition and focus too much on grades instead on making sure that kids actually learn”]. A fine anno fanno un test che certifichi il passaggio di classe. I test li tiene la mamma a casa, nel caso un giorno qualcuno chiedera’ di vederli.
I bambini percepiscono una paghetta settimanale che amministrano attraverso un conto: 50 centesimi moltiplicati per il loro anno di eta’ alla settimana, quindi un dollaro e mezzo la piu’ piccola e 5 il piu’ grande perche’ “it’s better if they start making mistakes with small amounts”. Il conto fino ad un ammontare di 500$ da’ un interesse del 6%, per incentivare il risparmio.

“How old were you when you have done your exchange in US?” “Seventeen” “Eli, would you like to go to study abroad when you grow older?” “Mmm, no” “You are ten, maybe you’ll change your mind. We’ll see”

Tra bottiglie di vino e banchetti generosi, tre giorni sono volati. “It’s picture time, we do not want to forget this re-union. Do we?”. “Kids, see you in ten years” [“By that time Eli will be 20 and Hillary 14, it is going to be a fun”]. Abbracci. Lacrime. Cala in sipario.

See you in ten years, family.
O magari, volendo, anche un po’ prima. We’ll see.

10 mar 2013

- Senza titolo -


Diciassette anni. Una vita tutta da vivere ma un peso sul cuore tale da decidere di farla finita. Lanciandosi nel nulla, forse con il desiderio di volare via. Lasciando un vuoto immenso nella sua famiglia, nei suoi amici e coetanei e nella citta’ stessa.

Non ho mai capito se si tratti di un atto di estremo coraggio o di estrema fragilita’. E forse non lo voglio nemmeno capire. E forse non ha nessuna importanza.

E’ difficile rimanere indifferenti di fronte a un gesto cosi’ estremo. Difficile e’ non porsi domande, non fermarsi a riflettere. Tre sono i pensieri che questa triste storia mi porta alla mente.

La vita e’ un dono meraviglioso. Ed e’ un dono che noi rinovviamo ogni secondo portandola avanti, abbracciando e immergendoci nelle gioie e nelle sfide, negli ostacoli e nelle opportunita’ che ogni giorno ci tocca affrontare. ‘La vita e’ troppo breve per bere vini mediocri’ era lo screen sever del computer di mia sorella quando io avevo l’eta di Mirko. Quella frase(che scopro oggi essere stata scritta da Goethe) mi ha insegnato molto. La vita e’ un dono meraviglioso. Apprezziamone ogni secondo che ci viene regalato e che ci regaliamo.

L’uomo e’ un animale strano. Difficile da leggere e da comprendere. E a volte coloro che ci sembrano i piu’ forti e invincibili sono in realta’ i piu’ fragili e vulnerabili (non e’ forse questa la caratteristica piu’ tipica dell’adolescenza?). Anche su una persona ci sembra forte, non esitiamo ad allungargli una mano quando solo ci sfiora il dubbio che possa averne bisogno.

La rete (e in questo caso particolare facebook) non e’ astrazione ma vita assolutamente reale. Con e attraverso di essa comunichiamo con il resto del mondo. Comunichiamo chi siamo e chi vorremmo essere, le nostre gioie e le nostre pene. Comunichiamo al mondo. E il mondo ci ascolta. A volte ci applaude, altre ci strida. A volte ci aiuta… altre non arriva in tempo.

4 gen 2013

- Un 2013 Rock’N’Roll -

(Gulu Dicembre 2012 - Mattia)

L’arrivo di un nuovo anno ci offre un’opportunita’ speciale che e’ quella di fermarci e soffermarci a riordinare le idee, a provare a fare una fotografia del punto in cui ci troviamo per poi ripartire da li’, magari con qualche accorgimento. L’inizio di un nuovo anno e’, ogni anno, un nuovo inizio dove non si parte da zero ma si riparte da dove siamo.

Se ripenso all’anno che si e’ appena concluso le prime tre parole che mi vengono in mente sono Lavoro, Amicizie, Avventure.

Il 2012 e’ stato un anno di tanto lavoro, accompagnato da opportunita’ ed esperienze, sfide e gratificazioni. Tra le altre cose, il lavoro mi ha portato a Kiev, mi ha riportato negli Stati Uniti dopo  7 anni e a Roma dopo 13. Ah, stavo dimenticando Como, dove a memoria non credo di essere stato prima.

Il 2012 e’ stato un anno di amicizie, consolidate e nuove, con coetanei ma anche intergenerazionali. E qui forse un leggero rammarico di aver ricevuto di piu’ di quello che sono riuscito a dare. O perlomeno la consapevolezza di aver ricevuto tanto e che avrei potuto dare di piu’.

Il 2012 e’ stato un anno di avventure (non nella accezione amorosa del termine), alcune veramente importanti altre forse piu’ leggere, ma con in comune il fatto di essermici trovato un po’ per caso o per impulso e di essere collettive piu’ che individuali, il che lo considero positivo.

Nel 2012, una riflessione che mi e’ capitato di fare spesso, chissa’ perche’ il piu’ delle volte guardandomi allo specchio,  e’ che sono felice della mia vita. Non so se sia una riflessione rara ma mi ha sorpreso. Ho avuto la fortuna di fare tante cose e anche un po’ di vivere tante vite. Le rivivrei tutte, come ripasserei attraverso i momenti di difficolta’, che sono quelli che ripensati a posteriori ti trasmettono piu’ la soddisfazione di averli superati  - permettendoti di crescere – che la fatica di averli attraversati. Dunque felice nonostante ci sia nella mia vita qualche vuoto rilevante che tuttavia spero piu’ prima che poi venga colmato.

Un rammarico dell’anno passato e’ stato quello di essermi dimenticato, e forse non e’ la prima volta che accade, gli auguri di compleanno ai miei genitori, e di Viola (mi ha chiamato lei verso l’ora di cena per poter auto-cantarsi ‘tanti auguri’). L’unico compleanno che riesco quasi sempre a ricordare e’ quello di mia sorella, forse perche’ il 4 gennaio, e dunque molto vicino ai buoni propositi.

Per il 2013 le parole che mi augurerei sono Amore (a proposito di vuoti, e’ da un qualche anno che me lo dico) e Partecipazione, intesa anche come ulteriore passo dall’individualita’ a una dimensione piu’ collettiva, intesa anche come farsi coinvolgere, partecipare appunto.
E la terza parola? lasciamo che venga da se’… lasciamo che sia il destino a portarla.
(Mattia, 4/1/2013)

20 dic 2011

- Step out from your comfort zone -


Ecco quello che sto cercando di fare. Uscire dalla mia comfort zone.
Mia figlia non solo ha portato allegria e freschezza, ma anche una buona dose di coraggio.

Ecco cosa faro’:

Mi mettero’ nelle scarpe di un altro
Pensero’ al contrario
Faro’ un buon piano d’azione
Esplorero’ nuovi ambieni
Saro’ come un bambino

 Ci provero’ 
... e poi ci provero’ di nuovo




20 mar 2011

- 10 cose -

(Angkor, Cambogia, 2009, Mattia)

Guardare una partita NBA per sentire la telecronaca del divertente e competente duo Buffa-Tranquillo [o egualmente guardare Wimbledon commentato da Clerici-Tommasi]
La battaglia delle arance del carnevale di Ivrea [e più in particolare l’odore di arancia ad Ivrea nei giorni della battaglia]
Socrate… e la sua apologia riportata da Platone
Le lezioni di Yoga di Cesare, dove ti fermi ad ascoltare il tuo respiro e stimoli muscoli che non sapevi neanche di avere
Svegliarti all’alba di una mattina di giugno e trovarti a piangere perché sei arrivato alla fine di un’esperienza che sembrava troppo grande per te… con in sottofondo le onde di Einaudi
I templi di Angkor… e Manhattan
Aver festeggiato i 150 anni dell’unità di Italia… e immaginare come saremo per il 200esimo anniversario [come saremo noi, e come sarà l’Italia]
Tornare a casa dopo un lungo viaggio
Parlare con un bambino di 3 anni e accorgersi che il mondo non sarebbe poi così complesso
La pizza… con aggiunta di olio piccante

4 mar 2011

- La parola piegata -


(Cambogia, 2010, Mattia)

Siamo noi a cambiare il mondo oppure e’ il mondo a cambiare noi?
Oppure non cambia nulla? Mai.

Nasciamo, cresciamo, amiamo, litighiamo, studiamo, lavoriamo…. se siamo fortunati diamo la vita (DIAMO LA VITA!!!), aiutiamo i nostri piccoli a crescere, li imbocchiamo, coccoliamo, facciamo loro da scudo, cambiamo loro i pannolini….

Passiamo ore a parlare, a leggere, a giocare, a scrivere… ridiamo e piangiamo… invecchiamo, poi un giorno, unica certezza, moriamo….

Eppure, anche se tutto questo ci sembra tanto (e a volte faticoso), fuori non cambia nulla. Mai.

Signori miei, rassegnamoci! “Siamo solo persone normali!” (Come se esistessero delle persone anormali… o paranormali….)

E le persone normali non cambiano il mondo… “il mondo lo cambiano gli altri”…

Un attimo!Non ho capito! Ma cambia o non cambia sto benedetto mondo? A me sembra che un po’ cambi… e che non lo cambino solo gli altri…

Applaudiamo quando Benigni ci ricorda che per realizzare i sogni bisogna svegliarsi, agire…

Diamo ragione a Saviano quando dice che tra l’uomo con la pistola e quello con la biro, il piu’ forte e’ il secondo… perche’ a distruggere non ci vuole molto… mentre costruire, signori miei, e’ difficile… (mamma se e’ difficile!)

Eppure un conto e’ applaudire, dire “ha ragione”… un altro e’ agire… investire passione e tempo perche’ quelle parole non restino “soltanto parole”…

Oppure le parole sono destinate a restare parole? per sempre… i film, film… le canzoni, canzoni…. I libri, libri... un blog, blog?… solo … per sempre…

***

Con occhi, naso, orecchie e bocca possiamo vedere, annusare, ascoltare e gustare il mondo come e’, ora…

Con le mani (ed una penna; o, meno romanticamente, un pc) possiamo scrivere parole che ci raccontano come era (il mondo), in passato, e come potrebbe essere, in futuro… e gettare cosi’ le basi per un cambiamento…

Obiezione: “ma le parole non e' necessario scriverle, si possono anche solo dire con la bocca”

E’ vero. Ma come ben ci insegnano i latini: le parole dette volano, quelle scritte rimangono…
per sempre?

(Mattia)

16 feb 2011

- Vorrei svegliarmi domattina e avere 30 anni -



"Forte il pugno che colpirà in ogni paese, in ogni città...."
7.15(l'alba in pratica)
Cazzo la sveglia
Perchè anche oggi devo andare a scuola? Tanto non mi serve, tanto gli schemi delle lezioni mi stanno troppo stretti, tanto se non mi bocciano è perchè faccio il recuperone a fine anno e se mi bocciano è perchè volevano bocciarmi. "Si mamma, adesso mi alzo, dammi un secondo. NO CAZZO NON LA FACCIO COLAZIONE." Non vedo l'ora di essere all'università, lì almeno studio quello che mi pare, lì si che dimostrerò a tutti quello che valgo. Avrò 21 anni, sarà diverso

Bagno. Zaino. Scale. VAFFANCULO 51 DI MERDA, ATM DEL CAZZO QUANTO TI ODIO.
Tanto ormai arrivo in ritardo, citofono all'amico, tanto lui è in ritardo sicuramente
"Steve siamo in ritardo in due, scendi che facciamo un salto all'orsa e entriamo alla seconda"

Parole, chiacchiere e fumo: il pezzo nuovo dei One Mic, la ragazza dell'altra classe, la manifestazione di sabato, il professore infame, schiaffi minacciati e mai presi o dati.

Arriviamo all'Orsa.
Parole, chiacchiere, fumo e confronti. Solite cose, solite parole dette e ridette, ascoltate e riascoltate, più vogliamo distinguerci, più risultiamo uguali. Ma a 21 anni sarà diverso, a 21 anni saranno loro a seguire me.
Lotto alle otto. Steve va verso il Marelli, io verso il Cremona.
Seconda ora.
"Scusi prof...si lo so che sono a rischio, si lo so che mi avete graziato abbastanza, ha ragione prof sono sempre in ritardo, mi scusi prof, promesso prof. Grazie prof"

Entro in classe. Italiano. La prof non mi sta nemmeno antipatica, tutto sommato è una brava persona, si vede che gli piace insegnare. Però è una professoressa, è il nemico, la odio. DEVO odiarla.

"Perego cinquemmezzo" (Cazzo ecco perchè la odio) "Perego il tuo tema è vuoto come al solito, scrivere proprio non ti riesce eh!? dovresti leggere di più!"
E chi glielo spiega che il capitolo de "I promessi sposi" che spiegherà oggi io l'ho letto qualche notte fa? Chi glielo spiega che scrivere è una delle mie passioni e che trovo i miei temi 3 volte più profondi e sensati della mia compagna che prende settemmezzo fisso?
Tanto all'università sarà diverso, quando avrò 21anni sarà diverso.

"Prof. posso andare in bagno?"
Bagno del primo piano. Parole, chiacchiere e fumo.
Intervallo. Parole, chiacchiere e fumo.
Driiiiin. Ok, anche oggi è finita: salto all'Orsa, Maciachini, 4 e piatto pronto a casa.

"Si mamma, tutto bene. Si lo so che dico sempre "tutto bene" e poi a fine anno c'è la sorpresa. CAZZO MAMMA PERCHÈ NON TI FIDI MAI??"
È normale, ho 16 anni, non valgo un cazzo. Quando avrò 21 anni sarà diverso.
Simpson(si dopo studio)Computer(si dopo studio)Fumetti(CAZZO MAMMA TI HO DETTO CHE STUDIO DOPO)
"Ok mamma, vado da Steve a studiare! CAZZO MAMMA TI HO DETTO CHE STUDIAMO"
"Apri Steve, sono io"
Parole, chiacchiere e fumo.
Attraverso la strada, torno a casa, piatto pronto.
"Si mamma ho studiato, senti mammina posso andare alla festa sabato? CAZZO MAMMA MA PERCHÈ I MIEI AMICI ESCONO E IO NO?! PAPÀ MI CI FAREBBE ANDARE!"
Che vita di merda. Vado a letto.
Domani è un giorno in meno ai 21 anni

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"...dance now whatever you may be, but he missed the fucking penalty, so we smashed up the town, wherever we may be, 'cause he missed the fucking penalty..."
11.30(l'alba in pratica)
"Pronto nonno, no non stavo dormendo(ma che ore sono?), si tutto bene, è normale che ti faccia male qualcosa nonno, cazzo hai 80anni! Si si stavo studiando, no lo chiamo dopo papà, ci sentiamo. Ciao. Ciaociao."
Fogna in bocca, martello in testa, occhio pesante. Meno male che dovevo alzarmi presto e studiare.
Lettura degli sms: un buongiorno, un tentativo di programma per la serata e un nuovo aggiornamento famigliare da mia sorella. Rispondo sorridendo al primo, posticipo il secondo e inizio, 2 minuti dopo aver aperto gli occhi, a pensare a come rassicurarla. Che casino, quando avevo 16 anni era diverso.

Lilli dorme, Sognetta e Vig saranno in università. Cazzo perchè loro si impegnano e io no?!
Scendo dal letto. Facebook, parole, chiacchiere e fumo: Mutu ne ha combinata un'altra, Silvio non lo processano, Ghemon ha fatto una traccia che è una bomba.
Fingo di studiare qualcosa: cazzo lettere dovevo fare. LETTERE! Altro che psicologia.
"Lilli cosa mangi per pranzo? Si io cucino adesso che alle 13.30 esco che vado al lavoro"
Pranzo, oddio...Brunch!si brunch, ormai il pranzo è un ricordo. Come cazzo fai a mangiare alle 13 se sei sveglio da un'ora e mezza? Ecco perchè peso 82 kg, mica 70 come quando avevo 16 anni.
Doccia, zaino, ascensore, VAFFANCULO 7 DI MERDA, ATM DEL CAZZO QUANTO TI ODIO.
"Si Andre sono Luca, scusami ma può essere che arrivi con 5-10 minuti di ritardo, eh lo so scusami, si ci vediamo dopo, scusa ancora"
Tram, metro, camminata, ufficio.

"Si buongiorno chiamo dalla NCP ricerche di Milano, posso rubarle 1-2 minuti per un sondaggio sull'ascolto della radio?Signora non mi sembra il caso di insultarmi, ho capito che è impegnata a guardare la tele ma starei anche lavorando, basta dirmi di no e io la lascio in pace, non c'è bisogno di fare tutto sto show. Si, prometto che non la chiamiamo più. Buona giornata"
"Vaffanculo. Troia."
Chi glielo spiega alla signora che, mentre lei riceve una chiamata al giorno, io ne faccio circa 200 ogni 3 ore? Chi glielo spiega che, mentre lei viene felicemente mantenuta dal marito, io, a 21 anni, lavoro già da quasi 5 anni?

Messaggio. Risposta: "Ok rossa, per le 18 da me. Meno male che oggi ci vediamo :D"

Messaggo. Risposta: "Mi spiace che tu la veda così, siamo stati entrambi coglioni, ora dobbiamo solo prenderci le nostra responsabilità e guardare avanti. Io continuerò ad augurarti un mare di felicità e rimarrai sempre nel mio cuore." Complicazioni drastiche di favole infrante, quando avevo 16 anni era diverso

Turno finito.
Lavorare per campare, quando avevo 16 anni era diverso.

"Si nonno, lavoro tutto bene, no non sono stanco, si ho studiato, no non l'ho sentito papà. Passo di lì in 'sti giorni e te lo metto a posto io il decoder. Ciao nonno"
Arrivo a casa.
Espressione pre-rossa :|
Espressione post-rossa :D
"Dai, organizzo qualcosa per stasera, sento io gli altri. Fila a casa o arrivi in ritardo!"
Facebook, parole, chiacchiere e fumo
"Sognetta per che ora torna Vig? dai ok, lo aspettiamo e mangiamo insieme"
Facebook, parole, chiacchiere, fumo
"22.30 da me, birra da qualche parte poi al massimo torniamo qui"
Birra, parole, chiacchiere e fumo
Birra, parole, chiacchiere e fumo
Birra, parole, chiacchiere e fumo
Tutto bello, niente di nuovo.
Che cazzo speravo a 16 anni?
3.30, vado a letto. Domani è un giorno in più che mi allontano dai 16.
(CAZZO MAMMA, DA LASSÙ VUOI DARMELA O NO UNA MANO?!) 
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(Peg)

 
Club Dogo - Qualcosa In Mente by Un Kritico

15 feb 2011

- Un lustro -

 


Cinque anni.
Quante cose che sono cambiate in cinque anni.
Cinque anni.

Ho fatto in tempo a diplomarmi e ad iniziare l'università, ho fatto in tempo a traslocare due volte, prendere la patente. Ho scoperto il senso del divertimento e la fatica del lavoro.

Ho fatto in tempo a conoscere davvero il valore delle persone della mia famiglia, il valore degli amici, umani e non, veri e finti, il valore dei soldi, il valore del saper vivere la propria età, il valore della coerenza, della responsabilità, del rispetto, della riconoscenza.

Ho fatto in tempo ad innamorarmi, innamorarmi davvero di una persona unica, l'unica che, da sola, sapeva fare un senso alle mie giornate. Ho fatto in tempo a buttare via tutto, senza, forse, accorgermi di aver fatto la più grande cazzata della storia dell'umanità.

Ho fatto in tempo a sbagliare, sbagliare molto.
Ho fatto in tempo a rimediare spesso, ma poche volte ad imparare dai miei errori.

Ho fatto in tempo a fare un piercing, quattro tatuaggi, leggere centinaia di libri, vedere centinaia di film, prendere e dare decine di pugni, rompere un paio di skateboard, sfasciare due macchine, cambiare parecchi lavori, visitare otto stati, vivere e risolvere centinaia di situazioni improbabili e distruggermi troppi neuroni.

Ho fatto in tempo a vedere amici andarsene, chi in senso figurato chi in senso fisico.

Ho fatto in tempo a ridere migliaia di volte e piangere troppo poche, svegliarmi con pensieri orribili in testa e andare a letto con fantasmi ancora peggiori.

Ho fatto in tempo a struggermi e distruggermi per quelle domande che non ho mai potuto farti e che mai potrò, perché, mamma, cinque anni sembrano tanti, ma in realtà sono fottutamente pochi.
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(Peg)

Stupenda RMX by Un Kritico


8 feb 2011

- Compagno di scuola -



(Si consiglia l'ascolto di La Strada by MCR)

Storie di teenager, storie di corse in motorino, di parchetti, di insufficienze. 
Storie di quartiere, di nuove scoperte.
Storie di qualche anno fa, quando la vita, ora rimpianta, sembrava difficile e impossibile, quando la preoccupazione maggiore rimaneva l'uscita mancata, l'insufficienza, il due di picche; quando, scuola o non scuola, il tempo lo si passava insieme.
Storie di manifestazioni, di bigiate, ore buche, fumo e caffè. 
Storie di capodanni e ferragosti insieme, di abbracci e di spalle su cui sapevo di potermi consolare.
Storie di bombolette e skateboard, storie di S. Stefano dai tuoi.
Storie di un'adolescenza problematica, chi più chi meno, ma di un'adolescenza vissuta col pensiero di essere invincibili. L'unione ci rendeva invincibili, quell'unione che il tempo ha sfilacciato e bruciato; ci si sente di rado, ci si vede ancora meno. Niente pomeriggi a limoncello, hip hop e playstation a casa tua, niente più serate che iniziavano quando mi venivi a prendere al lavoro, scroccando uno strappo da tua zia e finite in tre in motorino su via Farini.

Basterebbe poco ad entrambi, alzare il telefono: "Oh, come ai vecchi tempi, domani ci vediamo all'orsa alle 13.15"
Eppure bisogna essere onesti e oggettivi, la vita mangia via tutto, abbiamo iniziato tutto insieme, ma lo stiamo portando avanti da soli e forse va anche bene così. Alla fine ognuno ha la sua strada e solo qualche incrocio lo si percorre insieme, l'importante è vivere al meglio quel tragitto.

Vi voglio bene
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(Peg)
Bassi Maestro by Un Kritico


29 gen 2011

- La vita è dura. Poi muori. -



Questa è la frase che mi avrebbero dovuto dire all'inizio della mia adolescenza, quando i miei 15 anni mi regalavano schiaffi ormonali e iniziavo pian piano a viaggiare alla stessa velocità del mondo.

LA VITA È DURA. POI MUORI.
Sottolineo, "DURA", non "BRUTTA", è vero che ogni tanto le due cose coincidono ma non è quasi mai così. 

Vi faccio un esempio, provate a dire ad un tifoso di calcio, qualunque sia la sua fede calcistica: "Mercoledì c'è Fiorentina (lo dico per comodità, voi inserite pure la vostra squadra) - Barcelona. Come la vedi?" State certi che vi risponderà qualcosa come: "Che scoppole che prendiamo, cascasse il mondo la devo vedere"
Già, perchè le partite importanti sono quelle più dure, le partite più viste sono quelle più dure.
Si beh, poi il Barca te rifila almeno 3 e tu un po' muori.

Secondo la logica, se Fiorentina-Barcelona fa il pienone e Fiorentina-San Benedettese la vanno a vedere due cristiani, vuol dire che il tifoso medio è un idiota che preferisce andare a vedere la sua squadra perdere. Forse in questo caso l'esempio calcistico non calza a pennello, ma provate a coglierne il concetto; non ha senso sperare di più nelle cose praticamente impossibili e tralasciare quelle più semplici, cazzo no, non ha senso!

Esatto, grosso modo non ce l'ha, eppure è quello che facciamo tutti.

Alla fine, da quando la vita segue un senso logico? Da quando la vita è scontata, prevedibile e banale? Da quando ci si dedica con attenzione alle cose semplici? Nessuno ci sta a disilludersi del tutto, a non crederci, a smettere di sognare. Perchè lo impari subito, questo a 15anni già lo sapevo, che l'ultimo tiro è quello che andrebbe buttato, quello che brucia e basta, quello che ti scotta le labbra, quello che sa di cartone. Ma cosa fai? Davvero sei disposto a non vivertela fino in fondo?
kriticadellaragione.blogspot.com
(Peg)


Scarface Soundtrack - Push It to the Limit by Un Kritico

28 gen 2011

- Pour Toujours -




E’ finita.
E’ davvero finita. E non c’è nulla da fare. Non si torna indietro!
Ci hai provato fino all’ultimo, ma i tuoi sogni finiscono lì. Capolinea


E’ difficile dirsi addio. Anzi è molto più difficile accettare il fatto che ci si è detti  definitivamente addio e che da lì in avanti si percorreranno strade differenti. Uno di là, l’altra di qua.
Ma non sai quello che stai perdendo. E come potresti? Non c’è stato un solo attimo della tua vita che lei non fosse al tuo fianco per sostenerti. Lei ha sempre significato vivere. Ha sempre significato tutto. Punto.
Eppure avevate fatto così tanta strada insieme. C’era voluto così tanto per capirsi e per scavare a fondo nei vostri animi. Granello, dopo granello, parola dopo parola, lacrima dopo lacrima.


Così per sempre ti diceva. No. Non sarà pour toujours.


In realtà ti illudi che tutto si sistemerà. E’ sempre andata così: lasci passare un po’ di tempo e poi richiamerà . Sei sicuro che richiamerà. Ti ama.
Ma il telefono non squillerà più..


Dovrai trovare il modo per convivere con un vuoto enorme dentro di te.  Crollerà tutto. Del tuo castello di sabbia rimarranno solo ricordi. Quei maledetti ricordi che violenteranno le tue notti.
Ti sarà accanto per molto tempo: la ritroverai negli oggetti comuni che ti circondano. La sentirai nelle labbra che bacerai. E la cercherai negli occhi di chi ti sta baciando.


Lei sarà sempre dentro di te. Attorno a te. Ma non con te.


E forse un giorno la rincontrerai, come nei più classici film romantici. E ti accorgerai che la persona che hai cercato e per la quale hai sofferto non esiste più. E’ morta quel giorno, in quell’addio.
Hai inseguito una chimera.

Allora ti chiedi come sarebbero andate le cose se quel giorno…



No. Non si torna indietro!
Però continui a sognare.
Perché nei sogni lei è rimasta la stessa.
E ti ama...
kriticadellaragione.blogspot.com
(Pippo)

Blink 182 - What Went Wrong by PaPa-G


7 gen 2011

- Venerdi' -


Quando ancora ero studente ;-) Ora potrebbe essere di Sabato o Domenica!
Mi piace il venerdì perché è l'unico giorno della settimana in cui mi fermo per qualche ora.
Stacco il cellulare, chiudo il computer...e mi siedo al mio tavolino blu, vicino al termosifone e alla finestra.
Apro l'agenda e mi pongo la domanda: cosa è cambiato nell'ultima frenetica settimana?
Provo a far convergere tutto ciò che mi è accaduto in poche macro-classi di pensiero, in modo da farle evolvere... le macro-classi... da farle crescere con me...
In altre parole, provo a razionalizzare e a sintetizzare le esperienze che ho vissuto e i dialoghi che ho intrattenuto - e che mi hanno intrattenuto - in pochi punti che segnino l'evoluzione del mio pensiero - e dunque mia - nella settimana trascorsa.

Mi piace fermarmi...
Mi piace fermarmi a riflettere...
Mi piace fermarmi a riflettere sulla mia vita e su chi sono!

Eppure quando mi fermo, dal retro della mia mente (inglesismo), un inaspettato ospite fa la sua scomoda comparsa.
E' la paura. Non una paura imminente e in atto ma una paura velata e in potenza. E' lì, in agguato, pronta a prendere il sopravvento non appena abbassi anche di poco la guardia.



Una cosa non mi è ancora chiara. Paura di che?
kriticadellaragione.blogspot.com

1 dic 2010

- Cuba -



Cuba è un viaggio nello spazio (banale? Forse… ma è bene sottolineare che si può anche viaggiare da casa propria… chiudendo gli occhi… leggendo un libro… guardando un film), nel tempo (sia perché l’isola sembra essersi fermata alla rivoluzione del ’59, sia perché i giorni sembrano scorrere più lentamente) ma soprattutto nell’anima (o forse sarebbe meglio dire nell’animo umano).
Cuba è il caos dell’Avana
E la tranquillità della valle di Vinales.
Cuba è la rivoluzione per dare libertà
E la dittatura che toglie libertà.
Cuba è la bellezza delle auto d’epoca
E l’aria irrespirabile emata dai loro tubi di scappamento.
Cuba è il ritmo frenetico e sensuale della salsa
E il totale relax in spiagge paradisiache.
Cuba è aragosta, mojito e pina colada
E yucca e cetrioli, riso e fagioli.
Cuba è Che Guevara
Anche se era argentino.
Cuba è Josè Martì
Ed in ogni città ci sarà un monumento o una strada a ricordartelo.
La Cuba dei cubani è molto diversa dalla Cuba dei turisti (e la differenza non è teorica ma assolutamente pratica: vedi moneta nacional vs. peso convertible e autobus viazul vs. astro). Questo rende ancora più difficile il già arduo compito di comprenderla per chi la visita da turista.
Non è facile trovare risposte a Cuba.
Però le domande sbocciano come fiori a primavera.
E non è forse questa l’essenza del viaggio?
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(Mattia)


 
Chan Chan - Buena Vista Social Club by Olliewilliams

18 nov 2010

- Flusso Fluido -

(Il Cristo giallo - Gauguin)

Il fluire della quotidianità mi inquieta. Semplice coazione a ripetere errori di altri, o anarchia nell'accettare (e scegliere) l'inevitabile? Una domanda che mi ha sempre tormentato e affascinato, da dove promani il masochismo di volere sempre e comunque dipendere dalle scelte altrui. La svolta é che non mi sento più solo. Non sono più l'unico a correre verso un aeroporto il venerdì pomeriggio per cercare riparo in casa altrui, perché nella mia non ci sto bene. Non più il solo a non riuscire ad addormentarmi per avere già in testa il suono della sveglia che compone sinfonie di morte cerebrale. Di certo, in buona compagnia nel plasmarmi ingranaggio del meccanismo che ci stritola. Il viaggio. La dimensione di un'interiorità dell'altrove. Dove tutto ruota su se stesso, per non muoversi.


Le stazioni specchiano il mio umore da impero alla fine della decadenza. Il mio sguardo si posa ovunque, stimoli inondano le sinapsi, cascate di endorfine mi fanno sentire bene. Psicopatologia dell'altrove. Vorrei, vorrebbero, vorremmo essere altrove. Per stare davvero bene. Ed essere liberi di essere schiavi dello stimolo ad essere liberi. L'idea di stazione mi rende degno di essere figlio di un mondo industrioso. Di assaporare la mirabolante esplosione nelle papille di una tavoletta di puro cacao 99% da Pierre Marcolini, Sablon di Bruxelles. Dove posso arrivare in due-ore-due partendo ora. Grazie, mondo industrioso, per darmi i mezzi per essere felice di essere schiavo.


Aveva visto bene Séguéla. Il vero grimaldello per la conquista del sole radioso e splendente dell'avvenire non può che passare (trionfo del cammello che balza al di là della cruna) attraverso pannelloni pubblicitari strategicamente posizionati. I veri padroni del mondo. Coloro che controllano i flussi della mia - e della vostra - esistenza. 
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(Francesco) 


Nina simone - sinnerman by TITO4MCAL

5 nov 2010

- “Cosa guardi? Chi stai fissando?” -



In treno, al supermercato e camminando senza meta in una piazza. Seduta nel bar del centro della mia città natale, dove la gente dice di conoscersi tutta, rivolgo spesso lo sguardo lontano da chi è con me, anche solo per un impercettibile secondo. Quanti siamo? Quanto siamo diversi? Guardandomi attorno mi perdo tra sguardi diversi, finestre su reticoli di pensieri singoli e singolari.

Mi meraviglia come la natura umana sia composta da un moltiplicarsi di io, fugacemente autonomi ma non indipendenti, orgogliosi e casualmente amanti o nemici. Figure di vita diverse una dall’altra, immagine momentanea di un’infinità di volti del passato generatori di vita per storie future.

Sono affascinata dalle storie che portano ogni volta estranee persone davanti ai miei occhi od accanto ai miei passi. E confesso di divertirmi a giocare con l’aspetto, le parole ed i gesti di chi mi sta attorno, e come un romanziere decide le sorti dei suoi personaggi in un mondo riprodotto dalle parole, io costruisco pezzi di vita altrui appropriandomi di un discorso al telefono, di un abbraccio o di un sorriso.

Interpreto una vita da un istante rubato ad ignari passanti che diventano ispirazione per un inespresso cortometraggio che altro non vuol dimostrare a me stessa se non quanto ognuno, appropriandosene, crede uniche le proprie gesta, emozioni e decisioni. E invece queste si riproducono a specchio ed accompagnano con puntuale costanza ogni esistenza. Innamoramento, litigio, confessione e delusione. Un’amicizia ed una maternità, il dolore della morte e la speranza. La fortuna e la sua attesa.

Guardandomi attorno catturo fotografie di altri momenti di vita e provo conforto nel percepire come la nostra singola diversità collassi inesorabilmente in motivi comuni, indelebili incisioni dell’essere a cui la nostra volontà non può far altro che desistere.

Mi piace curiosare illegittimamente nello spazio che non mi appartiene, un bisogno nascosto di confermare la fragilità che ci sostiene ma che la sopravvivenza ci ha insegnato a nascondere anche ai nostri stessi occhi, di ricercare quella solidarietà inespressa tra simili e di calmare quella remota angoscia d’essere sbagliato.

Un’uguaglianza impossibile da rinnegare e fonte di vita ma che contrasta con orgoglio, egoismo ed inspiegabile senso di superiorità, con quei crudi sentimenti che io, tu, ed ognuno sosteniamo con le nostre giornate, credendo e dimostrando alla nostra superbia d’essere migliori. Un senso assoluto nel vuoto di un’infinità di pensieri simili ed omicidi.

Mi rasserena percepire come il nostro essere vive di questo e si declina nell’unicità di ognuno.

“Niente, osservo la gente…”

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(Francesca)



Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town by Un Kritico

1 nov 2010

- Ti Amo -

(Morning Sun - E. Hopper)
Aprirò un cassetto enorme, di quelli veramente enormi, avrò bisogno di un sacco di spazio visto che dovrò chiuderci dentro 4anni abbondanti della mia vita.

Inizierò col metterci dentro un bellissimo tramonto nord-africano, col cielo spaccato in due e il sole che muore sul mare, subito dopo ci metterò una notte su un pavimento al secondo piano di una casetta a Bristol accanto ad un bacio su un letto rubato, con un giovanissimo Muccino che mascherava l'invidia per non poter girare una scena così romantica e reale.

Ci metterò una stanza super lusso di un hotel spagnolo ed una foto di due viaggiatori mano nella mano nelle strade di Londra, scattata mentre si promettevano che, ovunque sarebbero andati, l'avrebbero fatto uniti in quel semplicissimo modo.

Lo decorerò con un prato di girasoli, dove mi rotolerò insieme ad un gatto, due cani, due conigli e una cavia, mangiando le migliori patatine olandesi, un centinaio di piadine e i panini di una vecchia signora greca.

Ci infilerò la neve di un paesino di montagna, il ghiaccio di Praga, e un enorme torre francese di metallo, la rabbia di un paesino ligure, il sole di Valencia e il colosseo. Ci lascerò sopra due parole, dette forse per la prima volta in modo sincero e con cognizione di causa, pronunciate alla fermata di un tram e su un lettone al mare.

Mi sforzerò di chiuderlo questo cassetto, tenendo però la chiave sempre a portata di mano, sperando di poter, prima o poi, riaprirlo e far in modo che il mondo smetta di essere grigio e opaco e possa tornare a splendere dei colori più belli.
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(Peg)


Prince - Purple Rain by dorielle