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23 nov 2013
- I will never end being fascinated -
I will never end being fascinated…
… by the interaction between ourselves as a single person and the others
… by how the others who we met by fate, will or randomness in our journey has a direct reflection on who we are and how we evolve and think
… by the scale of actions that we might decide to take (or not to take) in order to make the World a better place (from the one-on-one mentoring to the local initiatives to entertain a small community to the big ideas that might have an influence on a global dimension)
… by the many stories that there are out there (7 billion people living today and a history of about 200,000 years) and the relatively small amount that we can live and learn about… and the fate, will or randomness that make us live or learn about them
… by the strange correlation about things-that-influence-our-range-of-action and our-range-of-action-than-can-influence-things
18 set 2013
- Cala il sipario -
Venerdi’ abbiamo
fatto calare il sipario su un pezzo importante della nostra vita.
E lo abbiamo
fatto in grande stile.
Forse non un
grande stile assoluto ma il nostro grande stile, che probabilmente e’ anche piu’
importante.
Abbiamo iniziato
con una lite in grande stile, come alcune di quelle che abbiamo vissuto in
questi anni. Quelle che rafforzano un rapporto. Quelle che scoppiano perche’ ci
teniamo troppo. Quelle che oggi sono incazzato nero ma domani amici piu’ di
prima. ‘Hai ragione, ho sbagliato’ ‘Ma figurati, sono io che ho esagerato’…
Abbiamo
continuato con una cena in grande stile, come sempre accade dalla ‘Sura.
Ci siamo poi spostati
nel luogo del delitto. Nel luogo che e’ il pretesto della festa: la nostra casa
che dal 30 settembre abbandoneremo e che iniziera’ ad essere vissuta da altri
ragazzi che con tutte le probabilita’ vivranno le nostre stesse storie, con l’unica
differenza che non saremo noi.
E abbiamo dato
vita ad un house-party in grande stile. Presenti le facce che hanno
caratterizzato questi anni. Con qualche assenza giustificata e qualcuna un po’
meno, ma comunque un’ottima rappresentanza.
Abbiamo chiacchierato bevuto, mangiato ancora, dipinto, cantato a squarcia gola, fumato,
riso… ripercorso con le parole e con la mente questi anni di vita insieme. Anni
spensierati ma non troppo, anni di occasioni cavalcate ma anche perdute. Anni
in cui ci siamo spronati a dare il nostro meglio ma nei quali ogni tanto e’
emerso anche il nostro peggio. Anni belli e comunque indimenticabili.
Il sipario e’
calato (in
grande stile) su un pezzo importante della nostra vita, delle nostre storie che in questi
anni si sono incrociate e contaminate. Chissa’ cosa rimarra’ di noi nella prossima
rappresentazione. Chissa’ se saremo ancora noi o se saremo un po’ piu’ soli.
Ciao Lusardi. This
one is for you.10 set 2013
- Fai qualcosa della tua vita -
Una festa di compleanno in riva al Po.
Una amica di vecchia data.
Una frase detta di sfuggita, forse per
caso, forse no.
Da lei a me.
Sbabam!
Non ci si vede da molto ma e’ un’istantea
fedele del mio presente stato d’animo.
Principe del non detto, Re dello sguardo
sfuggente quando la discussione si fa troppo personale.
Sto veramente facendo qualcosa della mia
vita?
Oppure mi sto autoconvincendo che bollire
lentamentamente in questo brodino insipido non sia poi cosi’ male?
Nella testa idee e buoni propositi ma solo
una parte di queste si trasformano in cose, fatti e momenti vissuti.
Nella testa ho chiaro quello che mi manca e
che andrebbe detto e fatto. La differenza tra vivere e sopravvivere.
Ma nei fatti preferisco distogliere lo
sguardo.
Alle parole che so andrebbero dette preferisco
il silenzio, che a volte dice piu’ di mille parole ma volte e' solo silenzio.
Una festa di compleanno sull’argine del Po.
Una amica di vecchia data.
Una frase detta di sfuggita, che sarebbe
bello non resti solo una frase.
Fai qualcosa della tua vita!15 mag 2013
- La parte americana della famiglia -
Sono passati dieci anni
dall’ultima volta che ci siamo visti. Pressoche’ nulli i contatti e-mail.
Assolutamente nullo qualsiasi altro tipo di comunicazione, anche se la
tecnologia lo consentirebbe. Ma siamo fatti cosi’.
Piu’ di un anno fa la notifica: “We are going to be in Tuscany in May 2013. Don’t make plans for that week because you will have to come to visit us.” Make plans? Con un anno di anticipo? Qui si vive alla giornata! Comunque date scolpite nel calendario.
May 2013 e’
arrivato ed eccoci qui. Dieci anni dopo.
“You used to pray before starting the meal. Don’t you do that anymore?” “Naaa. Things have changed”
“What places do you want to visit next?” “India attracts me
a lot and I still didn’t have the chance to visit it. I also have in mind to
take a longer break sooner or later and make a trip around the World” “Make
sure you do that before you have a family”
The family! I bimbi da uno sono diventati quattro. E finalmente viene piu’ facile associare ad un nome una faccia, ed anche una personalita’.
Quello che ci sorprende e’ la loro educazione. Loro non vanno a scuola ma studiano a casa con i genitori [“Schools are stressing too much competition and focus too much on grades instead on making sure that kids actually learn”]. A fine anno fanno un test che certifichi il passaggio di classe. I test li tiene la mamma a casa, nel caso un giorno qualcuno chiedera’ di vederli.
I bambini
percepiscono una paghetta settimanale che amministrano attraverso un conto: 50
centesimi moltiplicati per il loro anno di eta’ alla settimana, quindi un
dollaro e mezzo la piu’ piccola e 5 il piu’ grande perche’ “it’s better if they
start making mistakes with small amounts”. Il conto fino ad un ammontare di
500$ da’ un interesse del 6%, per incentivare il risparmio.
“How old were you when you have done your exchange in US?” “Seventeen” “Eli, would you like to go to study abroad when you grow older?” “Mmm, no” “You are ten, maybe you’ll change your mind. We’ll see”
Tra bottiglie di vino e banchetti generosi, tre giorni sono volati. “It’s picture time, we do not want to forget this re-union. Do we?”. “Kids, see you in ten years” [“By that time Eli will be 20 and Hillary 14, it is going to be a fun”]. Abbracci. Lacrime. Cala in sipario.
See you in ten years, family. O magari, volendo, anche un po’ prima. We’ll see.
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10 mar 2013
- Senza titolo -
Diciassette anni. Una
vita tutta da vivere ma un peso sul cuore tale da decidere di farla finita. Lanciandosi
nel nulla, forse con il desiderio di volare via. Lasciando un vuoto immenso
nella sua famiglia, nei suoi amici e coetanei e nella citta’ stessa.
Non ho mai capito se si
tratti di un atto di estremo coraggio o di estrema fragilita’. E forse non lo
voglio nemmeno capire. E forse non ha nessuna importanza.
E’ difficile rimanere
indifferenti di fronte a un gesto cosi’ estremo. Difficile e’ non porsi domande,
non fermarsi a riflettere. Tre sono i pensieri che questa triste storia mi
porta alla mente.
La vita e’ un dono meraviglioso.
Ed e’ un dono che noi rinovviamo ogni secondo portandola avanti, abbracciando e
immergendoci nelle gioie e nelle sfide, negli ostacoli e nelle opportunita’ che
ogni giorno ci tocca affrontare. ‘La vita e’ troppo breve per bere vini
mediocri’ era lo screen sever del computer di mia sorella quando io avevo l’eta
di Mirko. Quella frase(che scopro oggi essere stata scritta da Goethe) mi ha
insegnato molto. La vita e’ un dono meraviglioso. Apprezziamone ogni secondo
che ci viene regalato e che ci regaliamo.
L’uomo e’ un animale
strano. Difficile da leggere e da comprendere. E a volte coloro che ci sembrano
i piu’ forti e invincibili sono in realta’ i piu’ fragili e vulnerabili (non e’
forse questa la caratteristica piu’ tipica dell’adolescenza?). Anche su una
persona ci sembra forte, non esitiamo ad allungargli una mano quando solo ci
sfiora il dubbio che possa averne bisogno.
La rete (e in questo caso
particolare facebook) non e’ astrazione ma vita assolutamente reale. Con e
attraverso di essa comunichiamo con il resto del mondo. Comunichiamo chi siamo
e chi vorremmo essere, le nostre gioie e le nostre pene. Comunichiamo al mondo.
E il mondo ci ascolta. A volte ci applaude, altre ci strida. A volte ci aiuta…
altre non arriva in tempo.
20 feb 2013
- iVote -
Questa volta no.
Non venitemi a
dire che non sapete per chi voterete. O addirittura che non voterete. Perche’
tutte le alternative sono uno schifo. Perche’ la politica e’ tutta uno schifo.
Questa volta la scelta c’e’. Ed e’ ampissima.
C’e’ il solito venditore e cabarettista bollito ma mai mai domo, che ancora oggi (meglio di chiunque altro?), riesce ad incantare e imbambolare una parte del paese nonostante 20 anni di promesse non mantetute. Leader forte e mai in discussione dai suoi, e questa e’ la sua forza ma forse anche la sua debolezza.
C’e’ il professore, forse il piu’ preparato di tutti, che salendo in politica ha rinunciato a un’elezione al Quirinale quasi certa (anche se di certo in questi ambienti c’e’ ben poco, ma Ciampi aveva avuto un percoso identico), dimostrando il coraggio di cimentarsi in un ambito che non e’ forse quello a lui piu’ congeniale (il confronto con le masse). Critica legittima gli viene avanzata sull’essersi associato alla premiata ditta dei morti viventi che sono Casini e Fini. Ma nessuno e’ perfetto.
C’e’ il partito che ha guidato l’innovazione della politica in Italia negli ultimi anni. Che crede prima di tutto e piu’ di tutti nel dialogo che a volte viene presentato, per necessita’ di cronaca, come scontro o litigio. Che a volte magari e’ anche scontro e litigio, ma questo non e’ necessariamente negativo. E’ guidato da Bersani e non da Renzi, ma cosi’ hanno deciso i suoi elettori. E soprattutto con Bersani c’e’ anche Renzi con le sue idee e le sue battaglie. (Ma poi cosa vi ha fatto di male sto povero Bersani?)
C’e’ il movimento che ha cavalcato l’onda dell’antipolitica. Partito da un blog e guidato da un comico ma che e’ sceso nelle piazze ed e’ cresciuto nel tempo. Questa e’ la sua prova piu’ difficile. Gli elettori gli daranno fiducia e gli eletti dovranno dimostrare che fare le cose in modo diverso e’ possibile. Mi spiacerebbe fallissero per tutte le persone che ci hanno creduto.
C’e’ Oscar Giannino. O forse c’era. Ma perche’ una persona anche autorevole che ha come titolo di studio un diploma deve millantare 2 lauree e un master a Chicago? Archiviato lui, teniamo pero’ come buono il suo movimento che vanta persone preparate e anche con spirito (una oggi ha girato con la sua laurea in architettura per far vedere che la sua era vera).
E poi c’e’
Ingroia. Lui non l’ho seguito piu’ di tanto. Un nuovo Di Pietro? Non ce ne
bastava uno?
La scelta c’e’. Ed e’ ampissima.
Non fare il
pigro. Domenica e Lunedi’ vai a votare. La differenza la puoi fare!
4 gen 2013
- Un 2013 Rock’N’Roll -
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| (Gulu Dicembre 2012 - Mattia) |
L’arrivo di un nuovo anno ci offre un’opportunita’ speciale
che e’ quella di fermarci e soffermarci a riordinare le idee, a provare a fare
una fotografia del punto in cui ci troviamo per poi ripartire da li’, magari
con qualche accorgimento. L’inizio di un nuovo anno e’, ogni anno, un nuovo
inizio dove non si parte da zero ma si riparte da dove siamo.
Se ripenso all’anno che si e’ appena concluso le prime tre parole
che mi vengono in mente sono Lavoro, Amicizie, Avventure.
Il 2012 e’ stato un anno di tanto lavoro, accompagnato da opportunita’ ed esperienze, sfide e gratificazioni. Tra le altre cose, il lavoro mi ha portato a Kiev, mi ha riportato negli Stati Uniti dopo 7 anni e a Roma dopo 13. Ah, stavo dimenticando Como, dove a memoria non credo di essere stato prima.
Il 2012 e’ stato un anno di amicizie, consolidate e nuove, con coetanei ma anche intergenerazionali. E qui forse un leggero rammarico di aver ricevuto di piu’ di quello che sono riuscito a dare. O perlomeno la consapevolezza di aver ricevuto tanto e che avrei potuto dare di piu’.
Il 2012 e’ stato un anno di avventure (non nella accezione amorosa del termine), alcune veramente importanti altre forse piu’ leggere, ma con in comune il fatto di essermici trovato un po’ per caso o per impulso e di essere collettive piu’ che individuali, il che lo considero positivo.
Nel 2012, una riflessione che mi e’ capitato di fare spesso, chissa’ perche’ il piu’ delle volte guardandomi allo specchio, e’ che sono felice della mia vita. Non so se sia una riflessione rara ma mi ha sorpreso. Ho avuto la fortuna di fare tante cose e anche un po’ di vivere tante vite. Le rivivrei tutte, come ripasserei attraverso i momenti di difficolta’, che sono quelli che ripensati a posteriori ti trasmettono piu’ la soddisfazione di averli superati - permettendoti di crescere – che la fatica di averli attraversati. Dunque felice nonostante ci sia nella mia vita qualche vuoto rilevante che tuttavia spero piu’ prima che poi venga colmato.
Un rammarico dell’anno passato e’ stato quello di essermi dimenticato, e forse non e’ la prima volta che accade, gli auguri di compleanno ai miei genitori, e di Viola (mi ha chiamato lei verso l’ora di cena per poter auto-cantarsi ‘tanti auguri’). L’unico compleanno che riesco quasi sempre a ricordare e’ quello di mia sorella, forse perche’ il 4 gennaio, e dunque molto vicino ai buoni propositi.
Per il 2013 le parole che mi augurerei sono Amore (a proposito di vuoti, e’ da un qualche anno che me lo dico) e Partecipazione, intesa anche come ulteriore passo dall’individualita’ a una dimensione piu’ collettiva, intesa anche come farsi coinvolgere, partecipare appunto.
E la terza parola? lasciamo che venga da se’… lasciamo che
sia il destino a portarla.
(Mattia, 4/1/2013)
20 apr 2012
- Piove, governo tecnico -
A coloro che ritengono che l'attuale governo di "tecnici" significhi la sospensione della politica vorrei semplicemente ricordare che la Politica è innanzitutto l'attività del costruire e governare la Polis; che i fini da perseguire nello svolgere tale attività sono oggi definiti dalle Carte costituzionali (in sintesi, garantire i diritti fondamentali a tutti i cittadini). Sostenere che gli attuali eletti negli organi rappresentativi (Parlamento, Consigli regionali, provinciali, comunali) per il solo fatto di essere stati eletti, a prescindere dalle decisioni che assumono e dagli atti che compiono, meritano essi soli di essere definiti politici, mentre altri non sarebbero tali anche quando agiscono sulla base dei fini sopra ricordati, è uno dei segni (tra i più gravi) che indicano lo scadimento della concezione della politica di cui si sono resi responsabili coloro che si definiscono "politici".
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Prof. Giachino
10 feb 2012
- W il Decostruttivismo Russo -
L'idea e' nata durante un pranzo.
'Mi piacerebbe parlare di arte'
'Bene, facciamolo. Da dove partiamo?'
'Paintings'
Abbiamo fissato la data sul calendario e chiesto a tutto lo studio di mandare un contributo.
Poco a poco i 'paintings' sono arrivati.
Abbiamo spostato la data sul calendario in modo da poter essere un pochino di piu'.
All'ora prefissata ci siamo guardati. Alzati timidamente.
'Lo facciamo d'avvero?'
Abbiamo suonato il campanello e ci siamo diretti verso la sala riunioni.
Qui abbiamo fatto due cose.
Prima provavamo a indovinare chi aveva inviato cosa.
Poi chi voleva ha parlato del quadro che aveva scelto.
'Quando lo guardo mi ricordo di un amico speciale. Un personaggio unico. E' grazie a lui che ho iniziato a interessarmi di arte contemporanea'
'Di questo quadro mi piace l'atmosfera da sogno. Mi fa capire quanto il mondo vada vissuto in liberta' '
'Mi colpisce come l'artista riesca a trasmettere energia e luce attraverso il nero'
'E' incredibile come il pittore riesca a trasferire dalla sua mente alla tela la sua instabilita' '
'Ho scoperto questo quadro attraverso un libro (Il paradiso e' altrove). Mentre leggevo lo dipingevo nella mia testa. Solo una volta finito il libro sono andato a vedere quanto il mio quadro fosse vicino a quello di cui il libro parlava'
'Nel titolo di quest'opera si trova la risposta a qualsiasi domanda che un uomo si possa porgere'
'In questo quadro c'e' una narrazione. Oltre alle tre dimensioni dello spazio si percepisce anche la dimensione temporale'
'Questo quadro non e' nella versione originale. Allora mi chiedo, c'e' un valore al di la' del dipinto in se'?'
E' stato un esperimento.
Si puo' dire che abbia funzionato perche' in una sola ora siamo usciti dalla stanza arricchiti.
Sapevamo qualcosa di piu' sugli altri.
E sapevamo qualcosina di piu' anche su noi stessi.
16 set 2011
- In barca a vela -
In barca a vela...
... la natura detta i tempi, l'uomo si adatta.
... l'arredamento e i bagagli sono ridotti all'essenziale. E non si sta per niente male.
... il capo designato e' il piu' esperto e saggio del gruppo. Prende le proprie decisioni per il bene e il meglio di tutti. E' il primo ad alzarsi e l'ultimo ad andare a dormire.
In barca a vela...
... i compagni di viaggio fanno tutta la differenza del mondo.
In barca a vela...
... non si puo' fuggire da chi si e'.
6 set 2011
- Una serata di fine estate -
Ieri sera abbiamo voluto fare i bravi cittadini.
Ci siamo messi d’accordo nel pomeriggio, abbiamo trovato le informazioni necessarie e soprattutto non abbiamo tentennato ma semplicemente lo abbiamo fatto.
Con la nostra vespetta ci siamo addentrati in una parte di Milano che raramente percorriamo… giunti a destinazione, abbiamo fatto due passi e ci siamo coccolati con una birra rigorosamente rossa… poi ci siamo seduti…
“la sfida e’ far dialogare innovazione e tradizione, non presentarle come antitesi come accade oggi”
“la questione generazionale non riguarda solamente una parte del paese”
“nel passato, per troppi anni ha fatto carriera chi era sempre d’accordo”
“bisogna saper distinguere tra chi pone un problema politico e chi cavalca l’antipolitica”
“l’uguaglianza dovrebbe essere intesa come un sinonimo di concorrenza leale”
Ebbene si! Non abbiamo fatto nulla di stravolgente, abbiamo semplicemente partecipato ad un dibattito… un dibattito sulla citta’, i giovani, la politica ed il paese.
Pero’ non e’ forse dalle piccole cose che si comincia?
“Discorsi gia’ sentiti” ha bofonchiato qualcuno alla fine dell’incontro.
Forse e’ cosi’, pero’ io qualche cosa a casa credo di essermelo portato.
E’ la consapevolezza che la nostra generazione non e’ senza speranza come molti credono. La nostra generazione si trova fronteggiare una sfida (che e' anche un'opportunita') impegnativa ma che puo’ essere vinta (ma soprattutto deve essere giocata): “dimostrare al mondo che un cambiamento deve e puo' esserci”
Il mondo appartiene a chi fa qualcosa per migliorarlo!
…e si comincia dalle piccole cose
24 ago 2011
- Ero e Sono -
Credo molto nell’educazione e piu’ in generale nell’influenza che esercitiamo sulle persone che incontriamo in quel viaggio chiamato vita.
Eppure mi affascina quando nei miei nipoti vedo un lampo o un comportamento istintivo che e’ loro e solo loro.
Spesso mi trovo a concludere che noi siamo al tempo stesso quello che siamo per nascita e per natura e quello che invece siamo per le esperienze che abbiamo vissuto e che gli altri ci hanno fatto vivere.
Da un lato siamo sempre la stessa persona e dall’altro siamo una persona che cambia ogni secondo (non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume ha scritto qualcuno qualche millennio fa).
***
Per le mie nozze di argento con la vita sono andato a rivedere alcune foto di quando ero bambino. Due in particolare mi hanno simpaticamente svelato che ci sono aspetti di me oggi che hanno radici molto profonde... molto piu' profonde di quanto pensassi...
L'esprimere la mia liberta' attraverso un modo di vestire non sempre convenzionale
Vivere la vita con gioia e magari (questo piu' si cresce e piu' e' difficile) anche un po' di spensieratezza
17 mag 2011
- Miracolo a Milano -
Il voto di ieri mi ha sorpreso…
Domenica volevo scrivere un post alla Moretti… Non vinciamo mai… Perché dovremmo vincere questa volta? A Milano… Con Pisapia…
Stamattina ho avuto un breve scambio di e-mail con alcuni amici… loro dicevano che ha vinto il meno peggio… che Pisapia non era il candidato ideale… che ha vinto per demerito della Moratti e non per merito suo…
Questa corrispondenza, insieme al risultato del voto di ieri, scaturisce in me due riflessioni: sul ruolo di sindaco e su quello delle primarie.
Se la Moratti fosse stato un buon sindaco non avrebbe permesso a Berlusconi di personalizzare (e “nazionalizzare”) lo scontro (che purtroppo non è quasi mai DIALOGO) per rinnovare il proprio mandato…
Se la Moratti fosse stato un buon sindaco non avrebbe chiuso il confronto televisivo con il proprio avversario accusandolo di furto (dedicando a tale accusa un minuto dei due a disposizione per rispondere alla domanda che cosa farà nei primi 100 giorni a palazzo marino in caso di conferma)…
Se la Moratti fosse stato un buon sindaco avrebbe parlato di cosa ha fatto di buono in questi 5 anni… perché no? Avrebbe potuto parlare di cosa avrebbe potuto fare meglio… e soprattutto avrebbe potuto parlare di cosa avrebbe fatto, forte dell’esperienza cumulata, per i prossimi 5 anni…
Per me un buon sindaco non è un sindaco perfetto, non è un sindaco con la bacchetta magica, non è un sindaco che non fa errori… Per me un buon sindaco ha il DOVERE (difficilissimo!) di farmi appartenere la città… di farla sentire mia… E la Moratti questo non l’ha fatto…
Da questo emerge che qualche demerito la Moratti sicuramente l’ha avuto… eppure…
Eppure e’ sbagliato dire che Pisapia non abbia giocato un ruolo in quanto e’ accaduto…
Pisapia e’ stato scelto con le primarie… e per me il risultato di ieri e’ una dimostrazione che nessuno meglio dei cittadini sa intuire il vento che tira…
Personalmente credo che se non ci fossero state le primarie… e il candidato del centro sinistra fosse stato Boeri il risultato non sarebbe stato lo stesso…
Dunque… bravo Pisapia ma soprattutto bravi i cittadini che lo hanno scelto attraverso le primarie… e, per una volta, bravo al PD che con le primarie fa scegliere agli elettori il proprio candidato invece che farlo scendere da un palazzo…
19 apr 2011
- L'orologio fa Tic Tac -
| (Dr. Hu, Yunnan 2008, Mattia) |
In un libro – che abbiamo già citato tra i primi “frammenti” – viene trattato in maniera esemplare (e anche un po’ angosciosa) il tema della ricchezza del tempo e dell’importanza di non farlo trascorrere senza che nulla accada. Spero possiate apprezzare l’invito ad agire e a vivere che ci viene offerto da Dino Buzzati ne “Il deserto dei tartari”. Non aspettiamo che qualcosa accada… facciamolo accadere!
“Ventidue mesi erano passati senza portare niente di nuovo e lui era rimasto fermo ad ASPETTARE, come se la vita dovesse avere per lui una speciale indulgenza. Eppure ventidue mesi sono lunghi e possono succedere molte cose: c’è tempo perché si formino nuove famiglie, nascano bambini e incomincino a parlare, perché una grande casa sorga dove prima c’era soltanto prato, perché una bella donna invecchi e nessuno più la desideri, perché una malattia, anche delle più lunghe, si prepari (e intanto l’uomo continua a vivere spensierato), consumi lentamente il corpo, si ritiri per brevi parvenze di guarigione, riprenda più dal fondo, succhiando le ultime speranze, rimane ancora tempo perché il morto sia sepolto e dimenticato, perché il figlio sia di nuovo capace di ridere e alla sera conduca le ragazze nei viali, inconsapevole, lungo le cancellate del cimitero.
***
Quattro anni erano passati da allora, una rispettabile frazione di vita, e niente, assolutamente NIENTE ERA SUCCESSO [che potesse giustificare tante speranze]
***
Gli antichi amici di Drogo, sulla soglia della casa che si sono costruita, amano adesso soffermarsi a osservare, paghi della propria carriera, come corra il fiume della vita e nel turbine della moltitudine si divertono a distinguere i propri figli, incitandoli a fare presto, sopravanzare gli altri, arrivare per primi. Giovanni Drogo invece ASPETTA ancora, sebbene la speranza si affievolisca ad ogni minuto.
***
Lassù era passata la sua esistenza segregata dal mondo, per ASPETTARE il nemico egli si era tormentato più di trent’anni […]”
20 mar 2011
- 10 cose -
| (Angkor, Cambogia, 2009, Mattia) |
Guardare una partita NBA per sentire la telecronaca del divertente e competente duo Buffa-Tranquillo [o egualmente guardare Wimbledon commentato da Clerici-Tommasi]
La battaglia delle arance del carnevale di Ivrea [e più in particolare l’odore di arancia ad Ivrea nei giorni della battaglia]
Socrate… e la sua apologia riportata da Platone
Le lezioni di Yoga di Cesare, dove ti fermi ad ascoltare il tuo respiro e stimoli muscoli che non sapevi neanche di avere
Svegliarti all’alba di una mattina di giugno e trovarti a piangere perché sei arrivato alla fine di un’esperienza che sembrava troppo grande per te… con in sottofondo le onde di Einaudi
I templi di Angkor… e Manhattan
Aver festeggiato i 150 anni dell’unità di Italia… e immaginare come saremo per il 200esimo anniversario [come saremo noi, e come sarà l’Italia]
Tornare a casa dopo un lungo viaggio
Parlare con un bambino di 3 anni e accorgersi che il mondo non sarebbe poi così complesso
La pizza… con aggiunta di olio piccante
4 mar 2011
- La parola piegata -
| (Cambogia, 2010, Mattia) |
Siamo noi a cambiare il mondo oppure e’ il mondo a cambiare noi?
Oppure non cambia nulla? Mai.
Nasciamo, cresciamo, amiamo, litighiamo, studiamo, lavoriamo…. se siamo fortunati diamo la vita (DIAMO LA VITA!!!), aiutiamo i nostri piccoli a crescere, li imbocchiamo, coccoliamo, facciamo loro da scudo, cambiamo loro i pannolini….
Passiamo ore a parlare, a leggere, a giocare, a scrivere… ridiamo e piangiamo… invecchiamo, poi un giorno, unica certezza, moriamo….
Eppure, anche se tutto questo ci sembra tanto (e a volte faticoso), fuori non cambia nulla. Mai.
Signori miei, rassegnamoci! “Siamo solo persone normali!” (Come se esistessero delle persone anormali… o paranormali….)
E le persone normali non cambiano il mondo… “il mondo lo cambiano gli altri”…
Un attimo!Non ho capito! Ma cambia o non cambia sto benedetto mondo? A me sembra che un po’ cambi… e che non lo cambino solo gli altri…
Applaudiamo quando Benigni ci ricorda che per realizzare i sogni bisogna svegliarsi, agire…
Diamo ragione a Saviano quando dice che tra l’uomo con la pistola e quello con la biro, il piu’ forte e’ il secondo… perche’ a distruggere non ci vuole molto… mentre costruire, signori miei, e’ difficile… (mamma se e’ difficile!)
Eppure un conto e’ applaudire, dire “ha ragione”… un altro e’ agire… investire passione e tempo perche’ quelle parole non restino “soltanto parole”…
Oppure le parole sono destinate a restare parole? per sempre… i film, film… le canzoni, canzoni…. I libri, libri... un blog, blog?… solo … per sempre…
***
Con occhi, naso, orecchie e bocca possiamo vedere, annusare, ascoltare e gustare il mondo come e’, ora…
Con le mani (ed una penna; o, meno romanticamente, un pc) possiamo scrivere parole che ci raccontano come era (il mondo), in passato, e come potrebbe essere, in futuro… e gettare cosi’ le basi per un cambiamento…
Obiezione: “ma le parole non e' necessario scriverle, si possono anche solo dire con la bocca”
E’ vero. Ma come ben ci insegnano i latini: le parole dette volano, quelle scritte rimangono…
per sempre?(Mattia)
17 feb 2011
- loro e NOI -
Checché ne dicano loro questo paese non è da buttare.
Checché vogliano farci credere questo paese ha molte altre cartucce da sparare, molta altra energia da sprigionare.
Chi sono loro? Non mi interessa!
Mi interessa invece chi siamo noi.
Noi siamo quelli che tra fare una cosa in più e una in meno… ne facciamo due in più.
Noi siamo quelli che credono ancora che tutto possa cambiare… e questa volta non perché rimanga come è… e questa volta perché sia diverso, ma migliore.
Noi siamo quelli per cui le parole famiglia, amicizia e amore, giustizia e merito, libertà e uguaglianza hanno ancora un significato che va oltre il loro utilizzo retorico …
Noi siamo quelli che vivranno il futuro… e che quindi un po’ ci piacerebbe disegnarcelo…
***
Il giorno in cui smetteremo di credere che lavorare duramente paga e che questo benedetto paese possiamo rimetterlo sulla giusta carreggiata (magari a piccoli passi, un passo dopo l’altro)…
Il giorno in cui inizieremo a credere che la felicità sia sinonimo di benessere effimero e materiale e che la scala di valori che governa il presente non possa essere ribaltata domani…
Ebbene, quel giorno, loro avranno vinto.
Il bello però è che la partita è tutta nelle nostre mani: sta a noi, e solo a noi, decidere che quel giorno non verrà mai… sta a noi, e solo a noi, decidere di non diventare come loro.
kriticadellaragione.blogspot.com(Mattia)
2 feb 2011
- Capitano, mio capitano -
Ci ho messo 2 giorni per provare a scrivere un post sulla scuola. Avevo tante idee (forse troppe), tante cose da dire... il risultato pero' non riusciva a soddisfarmi... era troppo tecnico, teorico (saggistico?)... invece volevo qualcosa che fosse piu' emozionale... meno razionale...
Poi mi e' venuto in mente l'attimo fuggente... probabilmente tutti l'abbiamo visto... tutti l'abbiamo amato... abbiamo sognato di essere il professor Kiting... e al tempo stesso i ragazzi che si alzano in piedi sui banchi per omaggiare il loro Capitano... che deve forzatamente lasciarli... ma in realta' non li lascera' mai, perche' le sue lezioni hanno cambiato il loro modo di pensare e quindi le loro vite... per sempre
kriticadellaragione.blogspot.com
Questo dovrebbe fare la scuola secondo me: cambiare le nostre vite... in meglio
17 gen 2011
- Napoli -
Napoli è una bella abbuffata di mozzarella campana
Napoli è il ragazzo all'ingresso del chiostro di Santa Chiara che fa entrare l'82enne senza farlo pagare perchè è anche lui un pezzo di storia
Napoli è la festa per la fine della scuola come si fosse in un paesello
Napoli è i tre in motorino che suonano il clacson alla macchina che sta percorrendo la via in retromarcia
Napoli è il Castel Novo e piazza del Plebiscito... e anche il Vesuvio che si riposa ma nel frattempo ti osserva...
Napoli è la signora che dice che Berlusconi ha risolto il problema della spazzatura nonostante i cassonetti siano stracolmi e le strade piene di cartacce svolazzanti
Napoli è l'enorme margherita "da Michele"
Napoli è il tassista che applica la tariffa fissa per farti spendere meno ma che continua ad aumentarla durante tutto il tragitto
Napoli è mare
Napoli è sole
Napoli è disordine... ma anche spensieratezza
Napoli è caos... ma anche, e soprattutto, bellezza.
kriticadellaragione.blogspot.comNapoli è il ragazzo all'ingresso del chiostro di Santa Chiara che fa entrare l'82enne senza farlo pagare perchè è anche lui un pezzo di storia
Napoli è la festa per la fine della scuola come si fosse in un paesello
Napoli è i tre in motorino che suonano il clacson alla macchina che sta percorrendo la via in retromarcia
Napoli è il Castel Novo e piazza del Plebiscito... e anche il Vesuvio che si riposa ma nel frattempo ti osserva...
Napoli è la signora che dice che Berlusconi ha risolto il problema della spazzatura nonostante i cassonetti siano stracolmi e le strade piene di cartacce svolazzanti
Napoli è l'enorme margherita "da Michele"
Napoli è il tassista che applica la tariffa fissa per farti spendere meno ma che continua ad aumentarla durante tutto il tragitto
Napoli è mare
Napoli è sole
Napoli è disordine... ma anche spensieratezza
Napoli è caos... ma anche, e soprattutto, bellezza.
10 gen 2011
- Welcome back, coach -
Nel 1987 io avevo appena un anno.
Dan Peterson ne aveva 51… e quell’anno vinse tutto quello che si poteva vincere: campionato italiano, coppa Italia e coppa dei campioni.
Triplete si direbbe oggi.
Con quel triplo sigillo decise di chiudere (o almeno così si pensava) la propria carriera da allenatore di pallacanestro… uno dei migliori che si siano mai visti in Italia.
23 anni dopo, coach Peterson ha deciso di tornare sulla panchina della sua Milano. E lo ha fatto con una naturalezza sconcertante. Senza pensarci su.
Il presidente Proli lo ha chiamato. Si sono visti a pranzo. Uno ha offerto. L’altro ha accettato. Come se quei 23 anni non fossero passati.
In realtà sono passati e bisogna riconoscere che entrambi (uno ad offrire, l’altro ad accettare) hanno avuto coraggio.
Mi piace pensare che questa storia sia bella così. Ma, ahimè, nello sport (come in qualsiasi altro lavoro) i risultati avranno il loro peso.
Speriamo diano ragione a questo grande, e anche un po’ romantico, ritorno.
Bentornato, coach. Buona fortuna!
kriticadellaragione.blogspot.com
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