04 gen 2013

- Un 2013 Rock’N’Roll -

(Gulu Dicembre 2012 - Mattia)

L’arrivo di un nuovo anno ci offre un’opportunita’ speciale che e’ quella di fermarci e soffermarci a riordinare le idee, a provare a fare una fotografia del punto in cui ci troviamo per poi ripartire da li’, magari con qualche accorgimento. L’inizio di un nuovo anno e’, ogni anno, un nuovo inizio dove non si parte da zero ma si riparte da dove siamo.

Se ripenso all’anno che si e’ appena concluso le prime tre parole che mi vengono in mente sono Lavoro, Amicizie, Avventure.

Il 2012 e’ stato un anno di tanto lavoro, accompagnato da opportunita’ ed esperienze, sfide e gratificazioni. Tra le altre cose, il lavoro mi ha portato a Kiev, mi ha riportato negli Stati Uniti dopo  7 anni e a Roma dopo 13. Ah, stavo dimenticando Como, dove a memoria non credo di essere stato prima.

Il 2012 e’ stato un anno di amicizie, consolidate e nuove, con coetanei ma anche intergenerazionali. E qui forse un leggero rammarico di aver ricevuto di piu’ di quello che sono riuscito a dare. O perlomeno la consapevolezza di aver ricevuto tanto e che avrei potuto dare di piu’.

Il 2012 e’ stato un anno di avventure (non nella accezione amorosa del termine), alcune veramente importanti altre forse piu’ leggere, ma con in comune il fatto di essermici trovato un po’ per caso o per impulso e di essere collettive piu’ che individuali, il che lo considero positivo.

Nel 2012, una riflessione che mi e’ capitato di fare spesso, chissa’ perche’ il piu’ delle volte guardandomi allo specchio,  e’ che sono felice della mia vita. Non so se sia una riflessione rara ma mi ha sorpreso. Ho avuto la fortuna di fare tante cose e anche un po’ di vivere tante vite. Le rivivrei tutte, come ripasserei attraverso i momenti di difficolta’, che sono quelli che ripensati a posteriori ti trasmettono piu’ la soddisfazione di averli superati  - permettendoti di crescere – che la fatica di averli attraversati. Dunque felice nonostante ci sia nella mia vita qualche vuoto rilevante che tuttavia spero piu’ prima che poi venga colmato.

Un rammarico dell’anno passato e’ stato quello di essermi dimenticato, e forse non e’ la prima volta che accade, gli auguri di compleanno ai miei genitori, e di Viola (mi ha chiamato lei verso l’ora di cena per poter auto-cantarsi ‘tanti auguri’). L’unico compleanno che riesco quasi sempre a ricordare e’ quello di mia sorella, forse perche’ il 4 gennaio, e dunque molto vicino ai buoni propositi.

Per il 2013 le parole che mi augurerei sono Amore (a proposito di vuoti, e’ da un qualche anno che me lo dico) e Partecipazione, intesa anche come ulteriore passo dall’individualita’ a una dimensione piu’ collettiva, intesa anche come farsi coinvolgere, partecipare appunto.
E la terza parola? lasciamo che venga da se’… lasciamo che sia il destino a portarla.
(Mattia, 4/1/2013)