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18 set 2013

- Cala il sipario -



Venerdi’ abbiamo fatto calare il sipario su un pezzo importante della nostra vita.
E lo abbiamo fatto in grande stile.
Forse non un grande stile assoluto ma il nostro grande stile, che probabilmente e’ anche piu’ importante.
Abbiamo iniziato con una lite in grande stile, come alcune di quelle che abbiamo vissuto in questi anni. Quelle che rafforzano un rapporto. Quelle che scoppiano perche’ ci teniamo troppo. Quelle che oggi sono incazzato nero ma domani amici piu’ di prima. ‘Hai ragione, ho sbagliato’ ‘Ma figurati, sono io che ho esagerato’…
Abbiamo continuato con una cena in grande stile, come sempre accade dalla ‘Sura.
Ci siamo poi spostati nel luogo del delitto. Nel luogo che e’ il pretesto della festa: la nostra casa che dal 30 settembre abbandoneremo e che iniziera’ ad essere vissuta da altri ragazzi che con tutte le probabilita’ vivranno le nostre stesse storie, con l’unica differenza che non saremo noi.
E abbiamo dato vita ad un house-party in grande stile. Presenti le facce che hanno caratterizzato questi anni. Con qualche assenza giustificata e qualcuna un po’ meno, ma comunque un’ottima rappresentanza.
Abbiamo chiacchierato  bevuto, mangiato ancora, dipinto, cantato a squarcia gola, fumato, riso… ripercorso con le parole e con la mente questi anni di vita insieme. Anni spensierati ma non troppo, anni di occasioni cavalcate ma anche perdute. Anni in cui ci siamo spronati a dare il nostro meglio ma nei quali ogni tanto e’ emerso anche il nostro peggio. Anni belli e comunque indimenticabili.
Il sipario e’ calato (in grande stile) su un pezzo importante della nostra vita, delle nostre storie che in questi anni si sono incrociate e contaminate. Chissa’ cosa rimarra’ di noi nella prossima rappresentazione. Chissa’ se saremo ancora noi o se saremo un po’ piu’ soli.
Ciao Lusardi. This one is for you.


15 mag 2013

- La parte americana della famiglia -




Sono passati dieci anni dall’ultima volta che ci siamo visti. Pressoche’ nulli i contatti e-mail. Assolutamente nullo qualsiasi altro tipo di comunicazione, anche se la tecnologia lo consentirebbe. Ma siamo fatti cosi’.

Piu’ di un anno fa la notifica: “We are going to be in Tuscany in May 2013. Don’t make plans for that week because you will have to come to visit us.” Make plans? Con un anno di anticipo? Qui si vive alla giornata! Comunque date scolpite nel calendario.
May 2013 e’ arrivato ed eccoci qui. Dieci anni dopo.

“You used to pray before starting the meal. Don’t you do that anymore?” “Naaa. Things have changed”
“What places do you want to visit next?” “India attracts me a lot and I still didn’t have the chance to visit it. I also have in mind to take a longer break sooner or later and make a trip around the World” “Make sure you do that before you have a family”

The family! I bimbi da uno sono diventati quattro. E finalmente viene piu’ facile associare ad un nome una faccia, ed anche una personalita’.

Quello che ci sorprende e’ la loro educazione. Loro non vanno a scuola ma studiano a casa con i genitori [“Schools are stressing too much competition and focus too much on grades instead on making sure that kids actually learn”]. A fine anno fanno un test che certifichi il passaggio di classe. I test li tiene la mamma a casa, nel caso un giorno qualcuno chiedera’ di vederli.
I bambini percepiscono una paghetta settimanale che amministrano attraverso un conto: 50 centesimi moltiplicati per il loro anno di eta’ alla settimana, quindi un dollaro e mezzo la piu’ piccola e 5 il piu’ grande perche’ “it’s better if they start making mistakes with small amounts”. Il conto fino ad un ammontare di 500$ da’ un interesse del 6%, per incentivare il risparmio.

“How old were you when you have done your exchange in US?” “Seventeen” “Eli, would you like to go to study abroad when you grow older?” “Mmm, no” “You are ten, maybe you’ll change your mind. We’ll see”

Tra bottiglie di vino e banchetti generosi, tre giorni sono volati. “It’s picture time, we do not want to forget this re-union. Do we?”. “Kids, see you in ten years” [“By that time Eli will be 20 and Hillary 14, it is going to be a fun”]. Abbracci. Lacrime. Cala in sipario.

See you in ten years, family.
O magari, volendo, anche un po’ prima. We’ll see.

10 mar 2013

- Senza titolo -


Diciassette anni. Una vita tutta da vivere ma un peso sul cuore tale da decidere di farla finita. Lanciandosi nel nulla, forse con il desiderio di volare via. Lasciando un vuoto immenso nella sua famiglia, nei suoi amici e coetanei e nella citta’ stessa.

Non ho mai capito se si tratti di un atto di estremo coraggio o di estrema fragilita’. E forse non lo voglio nemmeno capire. E forse non ha nessuna importanza.

E’ difficile rimanere indifferenti di fronte a un gesto cosi’ estremo. Difficile e’ non porsi domande, non fermarsi a riflettere. Tre sono i pensieri che questa triste storia mi porta alla mente.

La vita e’ un dono meraviglioso. Ed e’ un dono che noi rinovviamo ogni secondo portandola avanti, abbracciando e immergendoci nelle gioie e nelle sfide, negli ostacoli e nelle opportunita’ che ogni giorno ci tocca affrontare. ‘La vita e’ troppo breve per bere vini mediocri’ era lo screen sever del computer di mia sorella quando io avevo l’eta di Mirko. Quella frase(che scopro oggi essere stata scritta da Goethe) mi ha insegnato molto. La vita e’ un dono meraviglioso. Apprezziamone ogni secondo che ci viene regalato e che ci regaliamo.

L’uomo e’ un animale strano. Difficile da leggere e da comprendere. E a volte coloro che ci sembrano i piu’ forti e invincibili sono in realta’ i piu’ fragili e vulnerabili (non e’ forse questa la caratteristica piu’ tipica dell’adolescenza?). Anche su una persona ci sembra forte, non esitiamo ad allungargli una mano quando solo ci sfiora il dubbio che possa averne bisogno.

La rete (e in questo caso particolare facebook) non e’ astrazione ma vita assolutamente reale. Con e attraverso di essa comunichiamo con il resto del mondo. Comunichiamo chi siamo e chi vorremmo essere, le nostre gioie e le nostre pene. Comunichiamo al mondo. E il mondo ci ascolta. A volte ci applaude, altre ci strida. A volte ci aiuta… altre non arriva in tempo.

10 feb 2012

- W il Decostruttivismo Russo -


L'idea e' nata durante un pranzo.
'Mi piacerebbe parlare di arte'
'Bene, facciamolo. Da dove partiamo?'
'Paintings'


Abbiamo fissato la data sul calendario e chiesto a tutto lo studio di mandare un contributo.


Poco a poco i 'paintings' sono arrivati. 


Abbiamo spostato la data sul calendario in modo da poter essere un pochino di piu'.


All'ora prefissata ci siamo guardati. Alzati timidamente. 
'Lo facciamo d'avvero?' 
Abbiamo suonato il campanello e ci siamo diretti verso la sala riunioni.


Qui abbiamo fatto due cose.
Prima provavamo a indovinare chi aveva inviato cosa.
Poi chi voleva ha parlato del quadro che aveva scelto.


'Quando lo guardo mi ricordo di un amico speciale. Un personaggio unico. E' grazie a lui che ho iniziato a interessarmi di arte contemporanea'
'Di questo quadro mi piace l'atmosfera da sogno. Mi fa capire quanto il mondo vada vissuto in liberta' '
'Mi colpisce come l'artista riesca a trasmettere energia e luce attraverso il nero'
'E' incredibile come il pittore riesca a trasferire dalla sua mente alla tela la sua instabilita' '
'Ho scoperto questo quadro attraverso un libro (Il paradiso e' altrove). Mentre leggevo lo dipingevo nella mia testa. Solo una volta finito il libro sono andato a vedere quanto il mio quadro fosse vicino a quello di cui il libro parlava'
'Nel titolo di quest'opera si trova la risposta a qualsiasi domanda che un uomo si possa porgere'
'In questo quadro c'e' una narrazione. Oltre alle tre dimensioni dello spazio si percepisce anche la dimensione temporale'
'Questo quadro non e' nella versione originale. Allora mi chiedo, c'e' un valore al di la' del dipinto in se'?'


E' stato un esperimento.
Si puo' dire che abbia funzionato perche' in una sola ora siamo usciti dalla stanza arricchiti.


Sapevamo qualcosa di piu' sugli altri.
E sapevamo qualcosina di piu' anche su noi stessi. 


24 ago 2011

- Ero e Sono -


Credo molto nell’educazione e piu’ in generale nell’influenza che esercitiamo sulle persone che incontriamo in quel viaggio chiamato vita.

Eppure mi affascina quando nei miei nipoti vedo un lampo o un comportamento istintivo che e’ loro e solo loro.

Spesso mi trovo a concludere che noi siamo al tempo stesso quello che siamo per nascita e per natura e quello che invece siamo per le esperienze che abbiamo vissuto e che gli altri ci hanno fatto vivere.

Da un lato siamo sempre la stessa persona e dall’altro siamo una persona che cambia ogni secondo (non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume ha scritto qualcuno qualche millennio fa).  

***

Per le mie nozze di argento con la vita sono andato a rivedere alcune foto di quando ero  bambino. Due in particolare mi hanno simpaticamente svelato che ci sono aspetti di me oggi che hanno radici molto profonde... molto piu' profonde di quanto pensassi...

L'esprimere la mia liberta' attraverso un modo di vestire non sempre convenzionale


Vivere la vita con gioia e magari (questo piu' si cresce e piu' e' difficile) anche un po' di spensieratezza



23 giu 2011

- 25 -



Ti ho aspettato con grande emozione e impazienza, come si addice ad una bambina che vuole il bambolotto nuovo e non pensa ad altro. Ormai, una vita fa.
Sei arrivato una sera d'estate, mentre giocavo a nascondino con ragazzini più grandi di me.
Ti ho trovato bruttissimo, rosso paonazzo, extraterrestre con le manine in eterno movimento.
Ho pensato che saresti migliorato col tempo.

Sei stato l'inizio della mia vena materna.
Ho dovuto addormentarti, imboccarti, cambiarti, portarti a scuola e anche venire a prenderti. In un tempo in cui non sempre avevo voglia di farlo.
Ti ho accudito con la leggerezza dei quindici anni. Sfinendoti di cassette di Walt Disney, erudendoti sulle vicende di Lupin, portandoti a fare le vasche in via Palestro in mezzo a gruppi di scoppiati come me, insegnandoti a scrivere il mio nome e quello delle mie amiche, facendoti diventare la mascotte di gente molto più grande di te.

Sei stato un gioco divertente e un grandissimo impegno.
Il mio compagno nel deserto.
L'odore di buono in cui affondare il naso.
Il più importante di tutti.
Il libro da leggere la sera.
Le coccole nel letto.
I compiti in cucina.
Le sgridate e le difese.
Il tempo che passa.
Il Liceo e l'Università.
Le partenze e le lunghe attese.
I ritorni di poche parole.

Sei diventato grande in fretta.

Oggi sei un uomo fatto, con le spalle larghe, la barba aguzza e le grandi mani.
Ti cerco e non ti trovo.
Per sapere di te, devo ricorrere a Facebook.
Ti condivido con una miriade di amici e conoscenti.
Ma ti guardo sempre con grande amore.
Ti abbraccio idealmente anche quando non lo faccio.
Ti stringo forte come quando eri bambino.
E ti proteggevo.
E speravo sempre e solo il meglio per te.

Tu che eri piccino e oggi hai 25 anni. Tu che sarai sempre nella parte più bella della mia vita. Lì dove stanno i pensieri felici, le parole di bene, i grandi sentimenti, le persone speciali.
Perchè non potrò mai smettere di amare tutto quello che c'è dentro e fuori di te.

14 apr 2011

- The Future of Product Design in a Connected World -




Se qualcuno non se ne fosse accorto, a Milano e' la settimana del Salone del Mobile.


Nello tsunami di eventi che travolgono la citta' in questi giorni, in pieno stile italiano (leggi: in evidente conflitto di interessi), ve ne segnalo uno che si terra nel nostro studio Venerdi' 15 Aprile. 



The Future of Product Design in a Connected World
Venerdi' 15 Aprile 2011 - 17.30-20.00 
frog design - via Alserio 22 - Milano
(se possibile confermare la partecipazione ad andrea.bebber@frogdesign.com )

Agenda: 
17.30 Benvenuto
18.00 Presentazione di Max Burton e Holger Hampf
19:30 Aperitivo

Partecipate numerosi!!!

8 apr 2011

- Social Intruders -




Francesca e Stefano (N.d.A. i nostri beneamati bloggers) si sono laureati l'altro ieri. Auguri.

Voglio parlare di loro.

I nostri sono di quei ragazzi che danno soddisfazione ai genitori. Sono una élite di merito, hanno scalato agevolmente i gradini scolastici prima, ed accademici dopo, e si ritrovano ad avere 25 anni ed un titolo di laurea in tasca. E non parliamo di una laurea qualsiasi. Trattasi di una laurea in economia (perdonatemi, non ricordo, anzi, non conosco proprio, le sigle dei vari corsi) con voti eccellenti in Bocconi. Ovvero, l'unica università italiana con una solida reputazione internazionale. Il risultato dell'utilizzo dei suddetti filtri rende l'idea di un percorso da parte di entrambi notevolmente superiore a quello della media dei loro coetanei. Se hai due euri in tasca, puntali su di loro.

Francesca e Stefano sono tra le persone più preoccupate che io conosca per il loro futuro.

Sanno che li attende un collo di bottiglia professionale dove i migliori sono inquadrati in imprese multinazionali in cui saranno un ingranaggio di (i) un sistema proceduralizzato sin dalla richiesta di carta igienica, che annullerà gran parte della loro spinta creativa; (ii) una piramide rovesciata di senior cresciuti rapidamente nell'età dell'oro, e improvvisamente inabili a procurare lavoro ai junior, perchè loro stessi mancanti; (iii) uno schema retributivo umiliante associato a una percezione sociale da yuppies anni '80, che li porterà a ritenere doveroso potersi (doversi) nutrire di insalate macrobiotiche da 15 Euro a pranzo, e soprattutto raccontarlo; (iv) orari lavorativi massacranti, che alienerà loro la maggior parte della comprensione (prima) e tolleranza (dopo) di amici e parenti.

Il coté grottesco è dato dalla circostanza che quanto descritto è il traguardo agognato, non temuto, dalla media dei ragazzi nella posizione di Francesca e Stefano. A questo punto è facile comprendere come i migliori, le risorse più importanti per lo sviluppo della nostra società, siano attivamente impiegati per la sua irreversibile decadenza.

Francesca e Stefano hanno la lucidità per apprezzare il pericolo che corrono, hanno la sensibilità per nuotare all'interno di questo sistema e uscirne con l'affermazione di propri spazi vitali e creativi. La loro intelligenza, purtroppo, non è stata donata a molti. E' con quei molti che saremo tutti, nostro malgrado, costretti a confrontarci in un prossimo futuro.


(Megas)

6 apr 2011

- Finisce un'era #3 -



"Io amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano".
Friedrich Nietzsche
Nell'esatto momento in cui prende forma la struttura finale di questo lavoro, sorge fredda e rassegnante la consapevolezza che l'ultima parola scritta rappresenti la fine di un periodo intenso, di sogni realizzati e sconfitte edificanti. E allora, non rimane che il ricordo di un piacere oppure il lusso di un rimpianto. Rimpiangere vorrebbe dire accogliere l'algido abbraccio della rassegnazione e divenire un apostata senza speranza. Per questo motivo, guardando indietro, rivendico l'immensità degli attimi vissuti e mi rivolgo a tutti coloro che in qualche modo, talvolta inconsciamente, si sono resi parte del viaggio indimenticabile di questi 5 anni.
A zio Francesco, cuccucco, per la sua capacità di affrontare il tempo con l'arma del pensiero.
A papà, che per primo, in me, ha fatto nascere la curiosità verso il mondo, permettendomi di non essere un semplice spettatore.
Alla mamma che ha messo da parte l'amore bramoso per concedermi, fiera, l'indipendenza.
A Francesca, bankina, che ha accompagnato il mio cammino con partecipazione e sincera soddisfazione.
A Paolo, che anziché cugino è un fratello maggiore.
A Nino, Grazia, Francesco e Marta, che fanno parte della mia famiglia.
A Francesca, che mi ha mostrato, per la prima volta, l'eleganza di un'emozione.
A Lorenzo e Cristiana, che da qualche parte, e forse qualche volta, volgono lo sguardo verso di me.
Ad Antonella e Marco, che nonostante tutto mi rivolgono un sorriso.
A Pippo e Mattia, amici veri tra un'infinità di conoscenze.
Ad Orietto, perché mi ha insegnato che la cultura richiede un viaggio che duri almeno una vita intera.
Al Prof. Franco Amatori, per gli insegnamenti, la disponibilità e l'originale stravaganza.
Ad Hong Kong, che mi ha permesso di affrontare la solitudine.
A tutti i  luoghi del mondo in cui sono stato in questi anni universitari, perché mi hanno presentato la bellezza della diversità.
Grazie.

- Finisce un'era #2 -


Con questo lavoro si conclude un capitolo della mia vita. Un capitolo lungo un lustro. In queste poche righe vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato e incitato nel lungo cammino che mi ha condotto fin qui.

Innanzi tutto grazie al professore Zattoni per la pazienza e la fiducia dimostratami in questi mesi e per avermi dato l’opportunità di portare avanti questo lavoro.

Ringrazio i miei genitori per tutti i sacrifici che hanno fatto per me. Mamma e papà vi ringrazio perché nella vostra vita vi siete sempre privati di tante cose per non farmi mai mancare la possibilità di scegliere. Grazie per i valori che mi avete insegnato e di cui farò sempre tesoro. Grazie perché se sono quello che sono, è soltanto merito vostro. Grazie per avermi protetto e aiutato a rialzarmi quando la vita mi ha sbattuto al tappeto. Grazie per avermi aperto le ali quando ho voluto inseguire i miei sogni. Grazie perché sono orgoglioso di essere vostro figlio.

Ringrazio mio fratello Nicolò, da cui ho ancora tanto da imparare. Grazie perché mi hai insegnato che al mondo non esiste un’unica strada giusta da percorrere e che la diversità non è sinonimo di incapacità. Grazie perché sono fiero di essere tuo fratello.

Grazie a mia nonna Teresa che mi ha sempre trattato come un figlio e che non mi ha mai fatto mancare nulla. Grazie perché mi hai sorriso anche quando non lo meritavo.

Grazie a miei migliori amici Pisto, Alby, Torts e Ale, perché se penso alla vera Amicizia penso a voi quattro e a tutti i momenti passati insieme. Grazie a Marta, troppo importante nella mia vita per non essere almeno citata. Grazie a Sara, che ha sempre avuto per me una parola di conforto, un consiglio pronto o una spalla su cui piangere. Grazie a Mattia e al Barone per quello che stiamo lentamente costruendo. Grazie a Francesca e Deby che mi hanno aiutato a diventare una persona migliore. Grazie a Andy per quello che siamo riusciti a fare in questo biennio.

Grazie a tutti gli altri amici che non riesco a menzionare: alla mia ex squadra di basket, al gentil sesso di via Lusardi, ai miei compagni di avventura dell’Exchange Program, al mio vecchio gruppo di Mktg, alla compagnia di Moggio, ai bocconiani del CLEACC, ai bloggers della Kritica e al Living Room.

Ringrazio a tutti voi.
Sappiate che non dimenticherò mai quello che avete fatto per me.

(Pippo)

17 dic 2010

- Finisce un'era -


Prima di un abstract in cinese ed una intera tesi in inglese, mi si conceda almeno una pagina in italiano, per le dediche, un paio di riflessioni su questi 5 anni e conseguenti ringraziamenti.
A Ma’ e Pa’,
per i valori, l’esempio e la libertà

A Fra’,
per gli stimoli, i consigli e il supporto incondizionato

A mia nonna Michelina,
le miei radici

A Tommaso e Viola,
il futuro
5 anni son una rispettabile frazione di vita… 5 anni sono 60 mesi, 1.825 giorni, 43.800 ore, 2.628.000 minuti… 5 anni sono lunghi… in 5 anni molte cose possono succedere… e per fortuna, in questi 5 anni, molte cose sono successe…
5 anni fa, ragazzo, entravo, in punta di piedi e anche un po’ per caso, in questa istituzione… ne esco oggi uomo, sicuramente più consapevole, sicuramente cambiato (ci si augura in meglio!)…
In questi 5 anni ho provato a cogliere tutte le opportunità che questa università aveva da offrirmi: il campus abroad a Montreal, l’erasmus a Dublino, il double degree a Shanghai… la radio, i giornalini, la rappresentanza studentesca… le lezioni e le conferenze…
Ringrazio tutti i professori che hanno contribuito alla mia crescita formativa e anche personale. In particolare: Stefano Baia Curioni, Franco Amatori, Andrea Colli, Antonio Calabrò, Stefano Gatti, Stefano Bonini, Marzio Saa, Giovanni Fiori, Emanuele Lucchini Guastalla, Justin Frosini, Roberto Pardolesi, Magda Antonioli, Giorgio di Giorgio, Emanuele Borgonovo, Severino Salvemini, James Hayton, Davide Ravasi, Roberto Donà, Greta Nasi, Guido Corbetta, Markus Venzin e, ultimo ma primo, Alessandro Zattoni.
Ringrazio tutti i compagni di viaggio… che è stato un viaggio ricco … a volte travagliato (ma quale viaggio non lo è?)… sicuramente bello… Grazie a Stefano, Cate, Pippo, Teo, Madda, Rossi, Gianca, Carlotta, Paolo, Michi e Giulia (insieme!)… la veranda di Wudon Lu e la famiglia allargata di via Lusardi…
Con questo lavoro si chiude un capitolo importante della mia vita… ora si tratta di scegliere se iniziare un capitolo nuovo, o se avere il coraggio di spingermi un po’ più in là, ed iniziare un nuovo libro…  kriticadellaragione.blogspot.com

(Mattia)

24 ott 2010

- 25-10-2005 -

(Moggio 2005)

Non un giorno come gli altri, ma il giorno che te ne sei andata, a poche ore da un mio messaggio in cui ti esortavo a non mollare e tu, non so con quale forza mi hai risposto: “grazie ce la metto tutta un abbraccio“.
Poche ore dopo hai chiuso gli occhi su questo mondo, quegli occhi che hai voluto riempire con immagini e colori, nelle tue lunghe passeggiate in agosto, già tu sapevi, che quella sarebbe stata la tua ultima estate a Moggio.
Ammiro la tua forza ,che ti ha visto affrontare la malattia con il sorriso sulle labbra, solo a Lui raccontavi tutto; ti ricordo assorta, il viso tra le mani , tra i banchi della chiesa.
Sono certa che  lasciandoci, per salire da Lui,non sarai stata delusa, perché lì, dove ora ti trovi, stai sorridendo, godendo del Suo immenso abbraccio.

Qui sulla terra però ci manchi.
                   
Ciao Antonella

(Maca)

The Best Is Yet To Come by Un Kritico

22 ott 2010

- fiocco Viola -




...NOVE MESI FA...

Viola è il colore del cielo nelle sere d'estate
Viola sono i fiori della pianta di lillà vicina al cancello
Viola i miei stivali da pioggia
Viola è Barbabella
Viola una calda maglia di lana che ho comprato qualche tempo fa
Viola a pois un'insalatiera che uso in campagna
Viola è il pouf nella camera di Tommaso
Viola è la collana di stoffa che arriva dall'Asia

Viola sarà il nome di mia figlia
Quando sarò così fortunata da averne una

(Francesca B.)



...OGGI...

Oggi, 22 Ottobre, finalmente sei nata.

Per nove mesi ti abbiamo attesa.

Abbiamo spiegato a Tommaso che saresti arrivata.

Abbiamo recuperato dal solaio la culla in cui trentacinque anni fa dormiva la tua mamma,
ventiquattro il tuo zio,
e solo tre anni fa il tuo fratellino.

Anche loro a quel tempo erano piccoli come te,
l’avresti mai immaginato?

Nell’armadio hai già ad aspettarti qualche vestitino
che attraverso internet
abbiamo fatto arrivare dalla Francia. Solo per te.

Oggi, 22 Ottobre, finalmente sei nata.

Ti diamo il benvenuto in questo mondo,
che forse non è perfetto
ma da oggi è sicuramente un po’ più bello.
(Mattia)


Israel kamakawiwo'ole - somewhere over the rainbow by laurapizzolato