14 set 2011

- Da grande -



C’è una domanda che mi sento ripetere fin da quando avevo 5 anni o forse anche meno.

“Allora, che cosa vuoi fare da grande?”.

Prima risposta: “Uffa che palle ste domande”. Ma non si può dire.

Perciò le risposte sono state e sono ancora oggi le più svariate. Ma la questione fondamentale a mio parere è un’altra: che cosa vuol dire “grande”? Quando lo si diventa? A 18, 25 o 30 anni? Quando si è maggiorenni, laureati o sposati? E’ una questione puramente anagrafica, sociale, di status oppure no? BOH.

Sinceramente non si tratta di un argomento che mi abbia attanagliato la mente più di tanto, sennonché nell’ultima settimana è avvenuto un fatto, anzi due: due ragazze che ho avuto il piacere (ma anche il dispiacere) di frequentare per un po’, hanno dato alla luce due bellissime bambine. Che bellezza! L’ho scoperto per pura casualità dalle foto pubblicate sul loro profilo di facebook (il che è anche un pò triste). Ma sono stato felice e ho scritto loro le mie congratulazioni (sincere si intende, eh!)

Ma c’è un ma. Ovvero: loro in un certo senso sono diventate “grandi”.

E io?




12 set 2011

- Milano. Giorno 1 -



Parco Sempione. Area gioco bimbi.
'Ciao, tu sei la mamma di quel bimbo che va a scuola col mio, vero?'
'Si, si chiama Tommaso'
'Ah, bhè. Domani si inizia'
'Sì, siamo pronti. Penso'
'Anche noi. Quest'anno sarà meglio. Le nuove maestre sono bravissime. Seguiranno un programma di didattica migliore dello scorso anno. Hanno creato l'angolo della matematica, cose così'
'L'angolo della matematica? Non ne sapevo nulla'
'Si, si. Sai il prossimo anno il mio va alle elementari e deve essere pronto'
'Si, forse qualcosina deve già sapere'
'Tu sai dove lo manderai?
'Veramente Tommaso non ha nemmeno quattro anni. Per ora non so'
'Io ho visto la scuola francese ma è difficilissimo entrarci. Sai io sono francofona. Se no ci sono la Leone X, le Marcelline o la st. James'
'Della pubblica non se ne parla immagino'
'Stai scherzando?'
'Dicevo così, per dire...'

All'uscita del Parco.
'Oi ciao cara!'
'Ciao, come state? Rientrati?'
'Si. Bene, bene. Oggi siamo di fretta. Ci vediamo domani dopo la scuola?'
'Sì, penso ci saremo'
'Ti chiamo quando arrivo. Alle 4 devo vedere il nuovo asilo sopra alla Coop. Ne hai sentito parlare?'
'Veramente no. Ma poi io Viola l'ho già iscritta'
'Guarda ti dico domani. Questo ha uno spazio realizzato seguendo la bio-architettura. E' bilingue e fanno arte-terapia'
'Bilingue? In inglese? Ma poi tu alla materna non la manderai alla francese con il fratello?'
'Si ma tanto bilingue cosa vuoi che significhi? Le insegneranno a dire one, two three e horse'
'Ah, capito. Allora a domani'
'E poi mio marito va a vedere il corso di judo per i ragazzi. Domani ti dico anche di quello'
'Sì certo. Il judo..'

Al semaforo. Attraversando la strada.
'Ciao Francesca'
'Oh ciao, scusa ero distratta'
'Ma figurati. Come stai?'
'Noi bene. E tu? Le bimbe?'
'Bene, sono a casa con la tata. E i tuoi? Fammeli vedere. Oh come sono cresciuti!'
'Si, davvero'
'Allora ci sarete di nuovo al corso di musica?'
'Mmmh non credo. Tommaso si annoiava a morte le ultime volte'
'Ah ma io ci porto la piccola. La grande adesso la spingo verso uno strumento. Sai il metodo Yamaha?'
'Yamaha..forse avevo letto qualcosa. Ora non ricordo'
'Uh se hai bisogno chiedimi, ti spiego tutto'
'Grazie, ci sentiamo'
'Certo. Ricordati Yamaha.
'Si, Yamaha'

La sera. A letto.
'Bu?'
'Si'
'Ma tu quando dici di andarcene da Milano, sei serio o è così solo per dire?'




9 set 2011

- Un anno -


Un anno è un anno.
E fin qui siamo tutti d’accordo!
Se i numeri fossero sufficienti a raccontare una storia, la nostra direbbero più o meno questo: 22 autori, 167 post (io preferirei chiamarli contributi), 40.420 visite. Quanti lettori vi siano dietro di esse è questione assai dibattuta ma ahinoi senza risposta certa. Ognuno può pensarla come vuole. E così sia!
Eppure la nostra storia nasce e va ben oltre i numeri (non me ne vogliano i matematici!)
Nasce da amicizia.
Cresce come passione.
Va dove decideremo di portarla.
Insieme!


6 set 2011

- Una serata di fine estate -


Ieri sera abbiamo voluto fare i bravi cittadini.


Ci siamo messi d’accordo nel pomeriggio, abbiamo trovato le informazioni necessarie e soprattutto non abbiamo tentennato ma semplicemente lo abbiamo fatto.

Con la nostra vespetta ci siamo addentrati in una parte di Milano che raramente percorriamo… giunti a destinazione, abbiamo fatto due passi e ci siamo coccolati con una birra rigorosamente rossa… poi ci siamo seduti…

“la sfida e’ far dialogare innovazione e tradizione, non presentarle come antitesi come accade oggi”

“la questione generazionale non riguarda solamente una parte del paese”

“nel passato, per troppi anni ha fatto carriera chi era sempre d’accordo”

“bisogna saper distinguere tra chi pone un problema politico e chi cavalca l’antipolitica”

“l’uguaglianza dovrebbe essere intesa come un sinonimo di concorrenza leale”

Ebbene si! Non abbiamo fatto nulla di stravolgente, abbiamo semplicemente partecipato ad un dibattito… un dibattito sulla citta’, i giovani, la politica ed il paese.
Pero’ non e’ forse dalle piccole cose che si comincia?

“Discorsi gia’ sentiti” ha bofonchiato qualcuno alla fine dell’incontro.
Forse e’ cosi’, pero’ io qualche cosa a casa credo di essermelo portato.

E’ la consapevolezza che la nostra generazione non e’ senza speranza come molti credono. La nostra generazione si trova fronteggiare una sfida (che e' anche un'opportunita') impegnativa ma che puo’ essere vinta (ma soprattutto deve essere giocata): “dimostrare al mondo che un cambiamento deve e puo' esserci”

Il mondo appartiene a chi fa qualcosa per migliorarlo!
…e si comincia dalle piccole cose

24 ago 2011

- Ero e Sono -


Credo molto nell’educazione e piu’ in generale nell’influenza che esercitiamo sulle persone che incontriamo in quel viaggio chiamato vita.

Eppure mi affascina quando nei miei nipoti vedo un lampo o un comportamento istintivo che e’ loro e solo loro.

Spesso mi trovo a concludere che noi siamo al tempo stesso quello che siamo per nascita e per natura e quello che invece siamo per le esperienze che abbiamo vissuto e che gli altri ci hanno fatto vivere.

Da un lato siamo sempre la stessa persona e dall’altro siamo una persona che cambia ogni secondo (non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume ha scritto qualcuno qualche millennio fa).  

***

Per le mie nozze di argento con la vita sono andato a rivedere alcune foto di quando ero  bambino. Due in particolare mi hanno simpaticamente svelato che ci sono aspetti di me oggi che hanno radici molto profonde... molto piu' profonde di quanto pensassi...

L'esprimere la mia liberta' attraverso un modo di vestire non sempre convenzionale


Vivere la vita con gioia e magari (questo piu' si cresce e piu' e' difficile) anche un po' di spensieratezza



23 giu 2011

- 25 -



Ti ho aspettato con grande emozione e impazienza, come si addice ad una bambina che vuole il bambolotto nuovo e non pensa ad altro. Ormai, una vita fa.
Sei arrivato una sera d'estate, mentre giocavo a nascondino con ragazzini più grandi di me.
Ti ho trovato bruttissimo, rosso paonazzo, extraterrestre con le manine in eterno movimento.
Ho pensato che saresti migliorato col tempo.

Sei stato l'inizio della mia vena materna.
Ho dovuto addormentarti, imboccarti, cambiarti, portarti a scuola e anche venire a prenderti. In un tempo in cui non sempre avevo voglia di farlo.
Ti ho accudito con la leggerezza dei quindici anni. Sfinendoti di cassette di Walt Disney, erudendoti sulle vicende di Lupin, portandoti a fare le vasche in via Palestro in mezzo a gruppi di scoppiati come me, insegnandoti a scrivere il mio nome e quello delle mie amiche, facendoti diventare la mascotte di gente molto più grande di te.

Sei stato un gioco divertente e un grandissimo impegno.
Il mio compagno nel deserto.
L'odore di buono in cui affondare il naso.
Il più importante di tutti.
Il libro da leggere la sera.
Le coccole nel letto.
I compiti in cucina.
Le sgridate e le difese.
Il tempo che passa.
Il Liceo e l'Università.
Le partenze e le lunghe attese.
I ritorni di poche parole.

Sei diventato grande in fretta.

Oggi sei un uomo fatto, con le spalle larghe, la barba aguzza e le grandi mani.
Ti cerco e non ti trovo.
Per sapere di te, devo ricorrere a Facebook.
Ti condivido con una miriade di amici e conoscenti.
Ma ti guardo sempre con grande amore.
Ti abbraccio idealmente anche quando non lo faccio.
Ti stringo forte come quando eri bambino.
E ti proteggevo.
E speravo sempre e solo il meglio per te.

Tu che eri piccino e oggi hai 25 anni. Tu che sarai sempre nella parte più bella della mia vita. Lì dove stanno i pensieri felici, le parole di bene, i grandi sentimenti, le persone speciali.
Perchè non potrò mai smettere di amare tutto quello che c'è dentro e fuori di te.