22 feb 2011

- Democraticamente parlando -




Democraticamente parlando, non siamo in democrazia.

Certo, non sono io a scoprire per primo che non è data a tutti la partecipazione politica attiva...e per fortuna!
Ma in una realtà in cui la libertà viene in catene ridestata nel momento in cui si decide, da una parte o dall'altra, di sperperare denaro per rieleggere sempre gli stessi, ci si accorge - a meno di avvelenamenti prolungati nell'ignoranza più bucolica - che il nostro diritto di scelta termina proprio quando la scelta dell'esponente/partito - mi chiedo se ci sia differenza - viene adempita.

Ma la domanda è: vale talvolta il famoso detto "c'è un limite a tutto"?

Evidentemente no, perché se ci fosse davvero un limite, allora non sarebbe lecita l'elezione di rappresentanti del popolo - non per volontà ma perché giudicati i meno peggio...- che a loro volta decidono i loro rappresentanti, che rappresentati dal popolo non sono. Mi sembra una presa per il culo rivoltante.
Ora non mi si venga a dire che il futuro è tutto nelle nostre mani perché l'ultima puntata di Ken shiro è stata trasmessa circa 7 anni fa e mi pare difficile che il suo ruolo possa essere sostituito da Bersani, Letta, Casini ovvero Fini - ho volutamente evitato qualsiasi riferimento all'amico dello zio di Ruby.

Se veramente fosse come i benpensanti ritengono, vivremmo in un tempo in cui la volontà individuale sarebbe l'unica a governare, generando anarchia e sacrificando lo stato di diritto che solamente con il sacrificio delle volontà singole, in favore di un quantomeno accettabile benessere generale sarebbe in grado di prosperare.

Inoltre, oggi mi sento abbastanza insofferente da non comprendere per quale motivo, gli eroi a stelle e strisce debbano portare trionfalmente "i colpi da randello dalla gente per la gente" - la democrazia - in tutti gli stati del mondo. E' come dire che domani, in Italia, poiché la Cina è il Paese più popoloso del mondo, venga approvata una legge con la quali si stabilisce che è reato non mangiare con le bacchette. Ne sarei alquanto infastidito, non so voi.
Quindi, aspirare ad una schiera di politici illuminati mi sembra rasenti non solo l'utopia ma anche un incubo floreale al cui risveglio, l'unico rimedio sarebbe il suicidio di massa.

Personalmente, mi basterebbe un gruppo di sofisti, anche meschinamente fieri, visto che avere qualcuno che, comunicando, ti fa credere che sia vero quel che dice, sarebbe già una conquista non da poco.

In questa maniera, gli esponenti politici potrebbero domare un alterco con l'ormai passato di moda dono dell'eleganza. kriticadellaragione.blogspot.com
(Stefano)


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